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Vaccini, Trentino agli ultimi posti per somministrazioni di Astrazeneca. Ferro: ''Forte preoccupazione tra la popolazione per comunicazione scorretta''

Mentre il dato sulle secondi dosi, che vede la Provincia di Trento all'ultimo posto in Italia, è legato a una precisa strategia dell'Apss (che, infatti, è prima per percentuale di popolazione raggiunta con almeno una dose) sulle somministrazioni di Astrazeneca ''abbiamo delle dosi disponibili ed abbiamo una grande difficoltà perché c'è una comunicazione molto preoccupante e ingiustificata su questo vaccino''

Di Luca Pianesi - 14 May 2021 - 06:01

TRENTO. ''Le regioni sotto media nazionale per le somministrazioni di Astrazeneca non possono lamentare una carenza delle dosi''. Questo Nino Cartabellotta, medico e presidente della Fondazione Gimbe, che dall'inizio della pandemia tiene monitorata la situazione e aggiorna gli italiani su tutti i dati, ora anche della campagna vaccinale, in un tweet di lunedì che fotografava la situazione territorio per territorio per quanto riguarda l'utilizzo del vaccino Astrazeneca.

 

Una fotografia che posiziona la Provincia di Trento al penultimo posto in Italia con solo il 55,5% di dosi somministrate rispetto a quelle consegnate mentre la media nazionale è del 77,6% (peggio del Trentino fa solo la Sicilia con il 53,1% mentre al top c'è la Lombardia con il 91,9%). E pensare che proprio ieri in conferenza stampa il presidente Fugatti commentava l'arrivo di Figliuolo a Trento (atteso per oggi) e il fatto che dovrebbe essere imminente il via alle vaccinazioni per gli over 40 dicendo ''se ci sono le dosi noi siamo pronti a vaccinare tutti''.

 

Eppure stando ai dati Gimbe le dosi ci sono ma c'è un grosso intoppo sulle somministrazioni di Astrazeneca, in Trentino; un intoppo peggiore che in altri territori italiani.

 

Nel dettaglio, infatti, si può vedere come il Trentino sia il territorio italiano che spicca su tre voci in questa campagna vaccinale.

 

Da un lato è il peggiore per quanto riguarda la somministrazione delle secondi dosi. Questo perché il Trentino sta adottando una precisa strategia: si sta preferendo vaccinare il maggior numero di persone, il prima possibile, con la prima dose, garantendo loro, in questo modo, una prima forma di copertura al Covid mentre altrove si preferisce raggiungere una porzione più bassa di popolazione ma assicurarle una copertura totale con la doppia dose. 

 

 

Dall'altro è il migliore per popolazione raggiunta (ovviamente anche per quanto detto sopra. Per esempio se si guarda il dato assoluto il Trentino, che ha 545.497 abitanti, ha fatto meno dosi totali dell'Alto Adige che ha circa 25.000 residenti in meno: 227.669 contro 234.053, dati Governo riferiti al 13/05/2021). 

 

 

 

Infine c'è il dato su Astrazeneca dove, come dicevamo, è penultimo in Italia.

 

 

 

Sulla questione Ferro, direttore dipartimento prevenzione dell'Apss, conferma: ''Noi abbiamo notato che c'è forte preoccupazione dovuta alla comunicazione scorretta che è stata fatta in Italia su Astrazeneca, per cui abbiamo avuto scarsa adesione all'offerta. Posso dire che come Società Scientifica oggi usciamo con un panel di esperti che chiede un abbassamento dell'età, perché ci sono forti evidenza che sui maschi dai 40 anni in su e femmine dai 50 in su sia vaccino fortemente utilizzabile e per certi versi anche più efficace e sicuro di Pfizer''.

 

''E abbiamo visto in real life che già dopo 10 settimane con una sola dose abbiamo una protezione che supera l'80% con nessun caso in rianimazione. Nessuno dei soggetti in rianimazione - spiega ancora Ferro - a Trento era stato vaccinato. L'età media è a 65 anni come l'età media dei ricoveri. Quindi l'invito per i soggetti sopra i 60 anni 50 anni di età di sfruttare l'occasione di vaccinarsi anche con Astrazeneca. Ora vediamo se viene recepito questo abbassamento di età e quindi potremo avere bacino più importante di persone. Abbiamo delle dosi disponibili ed abbiamo una grande difficoltà perché c'è una comunicazione molto preoccupante e ingiustificata su questo vaccino che per esempio ha gli stessi dati di Johnson & Johnson''.

 

Ed effettivamente è totalmente irrazionale la paura che si è diffusa nel Paese legata alla somministrazione di Astrazeneca, il vaccino proprio mentre in Germania c'è una vera e propria corsa a farsi questo vaccino da quando da maggio, su decisione del governo federale e dei Laender, è caduta la regola della priorità per fasce di età e categorie professionali. In Italia, invece, il problema del Trentino è diffuso tanto che alcune regioni organizzano già degli open day con questo vaccino e si pensa a strutture fisse dove poter far accedere le persone su base volontaria proprio in stile tedesco. La speranza è proprio quella che venga allargata il prima possibile anche ai giovani la possibilità di fare quelle dosi che altri, senza alcun senso, rifiutano così da dare a tutti sicurezza e garanzie. 

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