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Covid, allarme nelle Rsa, Upipa: ''Manca personale, il sistema è al collasso''. Parolari: ''Ma chi non ha il vaccino non rientra al lavoro, non basta essere guariti''

Sulla questione del personale sanitario no vax che ha ottenuto il green pass dopo essere guarito dal Covid è stato fatto un quesito al Ministero della salute e si attende la risposta. Intanto l'Opera Romani ha fermato un reintegro, Parolari: ''La legge parla chiaro e per ritornare al lavoro serve la vaccinazione''

Di Giuseppe Fin - 29 January 2022 - 05:01

TRENTO. Il problema esisteva già prima ed ora l'emergenza Covid ha ulteriormente appesantito la penuria di personale sanitario nelle strutture residenziali per anziani. In alcuni casi si è arrivati a parlare addirittura di “sistema al collasso” e non mancano le strutture che si trovano al limite di dover sospendere il servizio. Questo perché manca soprattutto personale infermieristico e la conseguenza ricadrebbe su decine di famiglie.

 

Già in passato la mancanza di medici, infermieri e oss era un tema sul quale l'intero sistema delle Rsa trentine soffriva tanto da essere costretti, per il reclutamento, a dover uscire dai confini provinciali. Questa situazione ovviamente con l'arrivo della pandemia non è migliorata.

 

Alcune strutture sono state costrette a fare i conti con il personale no vax e questo ha causato la sospensione di vari oss e infermieri. Sospensioni che nelle piccole strutture si sono rivelate pesantissime con un sacrificio di non poco conto. Chi è rimasto si è dovuto sobbarcare un carico di lavoro enorme con turni prolungati per riuscire ad offrire un servizio dignitoso.

 

A questo problema, poi, se ne aggiunge un altro ben più grande. “Rischia di far crollare il sistema” ci spiega la presidente di Upipa, Michela Chiogna, per questo è stato chiesto un intervento immediato. Il nodo è il reclutamento che sta avvenendo dall'Azienda sanitaria, tramite concorso, di infermieri. In molti casi chi lavora in una Rsa ha deciso di provare il trasferimento.

 

“Se guardiamo i numeri – ci spiega la presidente di Upipa – abbiamo circa un 5% di personale sanitario, soprattutto oss o infermieri, al momento contagiato. Non sono quarantene fortunatamente lunghe ma ovviamente impatta in maniera diversa sulle strutture. Posso confermare che ci sono 4 – 5 situazioni critiche per le quali abbiamo cercato un intervento per sopperire alla mancanza di personale con i liberi professionisti e il rientro dei turni”.

 

Un problema più grande, come già detto, è il personale che verrà trasferito in Azienda sanitaria. “E' bene sottolineare – spiega Chiogna – che questo è un problema che rischia davvero di far crollare il sistema. Noi stimiamo un 15% di possibili trasferimenti dalle Rsa all'Apss. E' una percentuale altissima e siamo già al limite”. Questo verrebbe dire mandare in tilt i servizi in alcune strutture e non si riuscirebbero più a gestire, in alcuni casi, i bisogni degli ospiti.

 

“Noi abbiamo chiesto – spiega la dottoressa Chiogna - di tenere in questo momento di assoluta difficoltà il nostro personale nella struttura. Va bene che possa avere il trasferimento in Apss ma fino a quando ci troviamo in una situazione così critica l'invito è quello di rimanere in comando nella Rsa dove sta lavorando in questo momento fino a quando la situazione non migliora. Con la Provincia si sta verificando anche la possibilità di questo invito a rimanere in comando nella struttura possa diventare un obbligo almeno nei casi di gravi criticità”.

 

REINTEGRO DEL PERSONALE NO VAX DOPO IL CONTAGIO

Il tema è molto delicato e lo è ancora di più quando si parla di personale all'interno delle Rsa.  “Al momento – ci spiega Chiogna – da parte della Provincia è stato posto uno specifico quesito al ministero della Salute per capire come ci si deve comportare nell'interpretazione della regola. All'inizio della prossima settimana avremo un feedback”.

 

La questione è quella collegata agli ordini sanitari ma anche alle altre professioni. Se un sanitario viene sospeso dal proprio ordine perché non ha voluto vaccinarsi, nel momento in cui si contagia e riceve quindi, dal punto di vista clinico, l'immunizzazione e poi il green pass, può chiedere il reintegro. La regola però ha diverse interpretazioni e la stessa Federazione nazionale dell'ordine dei medici ha precisato nei giorni scorsi che il reintegro può avvenire solo a seguito della vaccinazione come stabilito dalla legge. (QUI L'ARTICOLO)

 

Una linea, quest'ultima, seguita dalla presidente dell'Opera Romani di Nomi e di Volano, Francesca Parolari che proprio nei giorni scorsi ha avuto una richiesta di reintegro. “ Nei giorni scorsi - ci spiega – un operatore sanitario non vaccinato, dopo essere stato contagiato dal Covid e guarito ha chiesto di essere reintegrato. Noi abbiamo deciso di seguire quello che dice la legge e la sospensione è stata confermata perché la normativa parla chiaro, serve la vaccinazione”.

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