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| 22 gen 2022 | 16:56

Covid, i No-vax (VIDEO): “Noi discriminati come gli ebrei, il giorno della Memoria dobbiamo ricordare gli scempi del Governo Draghi”

Con i No-vax in piazza torna la strumentalizzazione dell’Olocausto, parla Casagranda, il sindacalista espulso dall’Usb : “Il 27 gennaio, il giorno della Memoria chiedo che vada ricordato per questi scempi che il Governo sta facendo perché sono pari a quelli che ha fatto il governo nazista”

di Tiziano Grottolo

TRENTO. In piazza a Trento è andata in scena l’ennesima manifestazione di No-vax e No-Green pass. Molte persone si sono ritrovate per l’ormai consueto appuntamento con tanto di corteo per le vie del capoluogo e i classici slogan, da “Draghi vai via sei tu la pandemia” a “giù le mani dai bambini”. Il solito repertorio che accompagna le manifestazioni di questo tipo.

 

In piazza Dante, prima della partenza del corteo, c’è stato un ricordo per Paolo Primo, comandante della compagnia Schützen di Trento venuto a mancare improvvisamente lo scorso 6 gennaio. “Onore al comandante”, ha urlato uno dei manifestanti dopodiché è partito lo slogan scandito con i battiti di mani “Freiheit-Libertà”.

 

Dopodiché ha preso parola Ezio Casagranda, il sindacalista recentemente espulso dall’Unione sindacale di base (oggi entrato nella Cub) proprio per via delle sue posizione No-vax. “Il Governo Draghi se ne deve andare – ha affermato il sindacalista – mentre medici e infermieri sospesi (perché senza vaccino e quindi sprovvisti di Green pass rafforzato ndr) devono essere richiamati al lavoro. Stanno cercando di affamare i pensionati e i 50enni”.

 

 

Detto questo c’è stato spazio per una nuova strumentalizzazione dell’Olocausto. Casagranda infatti ha dichiarato: “Il 27 gennaio, il giorno della Memoria chiedo che vada ricordato per questi scempi che il Governo sta facendo perché sono pari a quelli che ha fatto il governo nazista. Anche il governo nazista ha discriminato iniziando dagli ebrei, poi gli omosessuali, poi le altre categorie. Noi sappiamo – perché la storia ce lo insegna, ha proseguito il sindacalista – che quando si inizia a discriminare la popolazione si finisce come negli anni ‘40 in Italia”. Poi però, per concludere Casagranda ha rispolverato uno slogan che al contrario ricorda un po’ il Ventennio fascista: “Siamo orgogliosi di tornare a combattere, non c’è alternativa alla nostra lotta. Dobbiamo vincere e Mario Draghi se lo deve mettere in testa, noi vinceremo”.

 

Fra gli altri interventi da segnalare quello di Cesare Scotoni, ex membro del Consiglio di amministrazione di Patrimonio del Trentino vicino alla Giunta Fugatti. “Ci siamo fermati davanti alla statua di Alcide De Gasperi perché dobbiamo fare un piccolo sforzo per tornare ai fondamentali. Siamo qui perché siamo solidali, per questo abbiamo creato reti di supporto alimentari e per il trasporto”.

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