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Da Trento a Cles sistema sanitario in difficoltà: ''Situazione deleteria, non riusciamo più a riposare. In tanti si voltano invece di trovare una soluzione''

Nelle Unità ospedaliere più piccole la mancanza di un medico può rischiare di mandare in tilt l'intero sistema. L'accusa dei sanitari: "Non sono situazioni nate nell'ultimo mese ma arrivano dal passato. Chi doveva intervenire si è voltato dall'altra parte”

Di Giuseppe Fin - 16 April 2022 - 06:01

TRENTO. “Siamo stanchi, la situazione è sempre più pesante e in diversi si sono girati dall'altra parte invece di trovare una soluzione”. Sono testimonianze molto pesanti quelle che arrivano da alcuni sanitari impegnati in diversi reparti nelle strutture sanitarie delle valli Trentine. Non solo Trento, quindi, ma una situazione che si sta replicando da tempo a Cavalese, Cles, Tione compresi i poliambulatori. Ci sono medici, infermieri, oss costretti a saltare ferie, riposi e fare turni di giorno e di notte senza avere il tempo di recuperare le forze

 

La situazione è critica nelle Unità ospedaliere più piccole dove l'assenza di un medico rischia di mandare in tilt l'intero sistema. Ed è proprio quello che sta accadendo in alcuni ospedali dove si cerca di tamponare la mancanza di professionisti con consulenti esterni. 

 

Chi decide di parlare per raccontare quello che sta succedendo chiede l'anonimato per paura di ritorsioni ma il limite sembra ormai superato. “Ci vengono cancellate le ferie – ci spiega una professionista - riposi che ci spettano e che invece non possiamo fare. Tutto diventa labile e nulla è ormai più sicuro. Siamo pochi ed è davvero difficile andare avanti”. Il personale che rimane nei reparti affronta turni su turni, sia di giorno che di notte, e ci sono poi le reperibilità. “Così capita che è impossibile riuscire a staccare, a recuperare la fatica. Noi cerchiamo sempre di fare il nostro meglio ma in queste condizioni gli ostacoli sono tanti” ci spiegano. 
  
Una situazione che rischia di innescare altri problemi. “Ormai – ci spiega una sanitaria che lavora nelle valli trentine – l'organizzazione famigliare e deleteria. Noi siamo anche genitori, siamo anche persone che come altri hanno una vita oltre il lavoro”.  E c'è la dura presa di posizione contro chi questi problemi avrebbe dovuto affrontarli già da tempo. “Non sono situazioni nate nell'ultimo mese ma arrivano dal passato. Chi doveva fare qualcosa si è voltato dall'altra parte”. 

 

Ad intervenire su quello che sta accadendo sono ancora una volta i due consiglieri provinciali del Patt, Paola Demagri e Michele Dallapiccola che da tempo raccolgono le preoccupazioni del personale sanitario che si trova dopo due anni di pandemia ora a dover affrontare anche questa altra emergenza. “Ci sono reparti – spiega la consigliera Demagri – come quello di ginecologia a Cles dove anche negli ultimi  giorni un medico si è assentato per lunga malattia. Si perde un'altra risorsa e fioccano ordini di servizio per bloccare ferie e permessi al pochissimo personale che è rimasto attivo fatto di tre dirigenti assunti a tempo indeterminato e due consulenti gettonisti”. Così facendo, però, spiega la consigliera “Sono a rischio tutte le attività ambulatoriali che subiranno modifiche in termini di quantità di prestazioni da erogare”.

 

Con il passare del tempo conseguenze potrebbero ricadere anche sul supporto che da sempre la ginecologia di  Cles riesce a dare al consultorio familiare, al poliambulatorio di Malè  e di Mezzolombardo. Purtroppo la coperta è troppo corta e quindi si tampona da una parte e si crea un problema dall’altra.

“La crisi di personale – spiegano Demagri e Dallapiccola - si ripete in maniera speculare anche in altri ospedali di valle come quello di Tione. Qui troviamo criticità per quanto riguarda il servizio di radio diagnostica che deve andare a tamponare le carenze dello stesso servizio dell’ospedale di Borgo e di Cavalese.  Anche il servizio di gastroscopia garantisce soli 3/ 4 accessi al mese anziché in settimana attraverso la disponibilità del personale medico dell’ospedale Santa Chiara”. Non si conosce al momento, fra l'altro, la data di apertura all’ospedale di Tione del terzo piano con gli ambulatori di ortopedia e chirurgia.

Gli ospedali di Valle stanno perdendo risorse e servizi, l’ospedale Santa Chiara implode e la salute dei cittadini ne paga le conseguenze” hanno concluso i due esponenti del Patt. 

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