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Trento
28 dicembre | 13:05

“Donatori multati durante la sosta, carenze strutturali e spazi inadeguati”, l’Avis chiede di spostare la banca del sangue di Trento

L’Avis chiede a Provincia e Apss di spostare la banca del sangue in una struttura maggiormente funzionale: “La gestione della raccolta nel corso della pandemia con le esigenze di spazi idonei ha enfatizzato le criticità”

“Donatori multati durante la sosta, carenze strutturali e spazi inadeguati”
di Tiziano Grottolo

TRENTO. L’attuale sede della banca del sangue di via Malta è stata inaugurata nel 1988 a Trento e rappresenta il punto di raccolta più importante della Provincia per numero di donazioni e perché è uno dei due centri provinciali di raccolta del plasma. Ogni mattina vi accedono 40 donatori e poco meno di una ventina di persone tra personale medico, infermieristico e amministrativo e addetti all’accoglienza, per un totale di circa 18.000 accessi annui.

 

Con il passare del tempo però, anche per via dell’elevato numero di accessi, la struttura è diventata inadeguata e l’Avis chiede una nuova sede tramite una lettera firmata dalla presidente Elisa Viliotti e indirizzata all’assessora alla Salute Stefania Segnana, al dirigente Giancarlo Ruscitti, al direttore generale di Apss Antonio Ferro e alla direttrice del servizio di Immunoematologia e trasfusione Paola Boccagni.

 

“La struttura – si legge nella nota – evidenzia carenze strutturali interne ed esterne con spazi ormai inadeguati per un centro di raccolta di importanza provinciale. In particolare, si segnala una sala prelievo eccessivamente limitata rispetto al suo utilizzo, la mancanza di una stanza per le emergenze, la mancanza di una sala di attesa e il posizionamento delle sedute lungo il corridoio, la mancanza di spazi associativi per l‘attività di accoglienza e le visite di idoneità da parte dei medici associativi, uno spazio ristoro eccessivamente ristretto e inadeguato”.

Non solo, perché la gestione della raccolta nel corso della pandemia con le esigenze di spazi idonei ha enfatizzato queste criticità. “La struttura si colloca in una zona centrale della città, ad alta intensità abitativa e molto trafficata per chi viene da fuori capoluogo, priva di parcheggi accessibili ai donatori, con parcheggi pubblici congestionati e a pagamento che spesso comportano ai donatori l’inaccettabile pagamento di multe per tempistiche della donazione non prevedibili a priori e con ampie distanze da percorrere a piedi”.

 

Per questo l’Avis chiede di spostare la banca del sangue in una struttura maggiormente funzionale che preveda spazi congrui anche per il potenziamento della raccolta di plasma e locali dedicati alle attività associative di accoglienza, medicina preventiva associativa, attività formative e di sensibilizzazione del donatore, in una zona accessibile dalla tangenziale e dotata di specifiche infrastrutture e parcheggi.

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