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Trento
12 luglio | 13:09

Trentino quartultimo per raccolta di plasma e ha speso più di 1 milione per acquistarlo. Le associazioni: ''Dobbiamo superare le carenze strutturali della Banca del sangue''

Avis del Trentino, Donatori sangue e plasma Valli dell’Avisio, Lega Pasi Battisti e Gruppo autonomo donatori Vigolo Vattaro fanno il quadro della situazione e spiegano che nonostante una costante tendenza di crescita della raccolta restano dei problemi strutturali che devono essere superati per poter puntare all'autosufficienza: la Banca del sangue di via Malta a Trento non consente un aumento ulteriore delle donazioni di plasma

Trentino quartultimo per raccolta di plasma e ha speso più di 1 milione per acquistarlo

TRENTO. ''La Provincia di Trento, quartultima in Italia per capacità di raccolta di plasma sulla popolazione (13,4 kg/1000 abitanti su un fabbisogno di 18 kg/1000 abitanti), ha speso più di 1 milione di euro nel 2022 per acquistare il prodotto sul mercato internazionale. L'obiettivo deve essere l'autosufficienza, per questo bisogna superare le carenze strutturali della Banca del sangue''. È questo quanto propongono Avis del Trentino, Donatori sangue e plasma Valli dell’Avisio, Lega Pasi Battisti e Gruppo autonomo donatori Vigolo Vattaro con i rispettivi presidenti Elisa Viliotti, Clerio Bertoluzza, Paolo Silvestri e Michele Sassudelli.

 

Un’autosufficienza che fa parte delle osservazioni presentate dalle quattro associazioni alla proposta di Piano provinciale sangue e plasma 2023/2025 e seguono il documento “Programma Trentino di autosufficienza sostenibile di plasma e plasmaderivati in conto lavorazione” che avevano presentato nel giugno dello scorso anno.

 

Il documento evidenziava la difficoltà di approvvigionamento del plasma in un mercato internazionale basato su raccolta a pagamento e sfruttamento delle povertà e gli ingenti costi per la spesa pubblica. E quindi il dato sulla Provincia di Trento che a fronte di una rete associativa di primissimo piano resta quartultima in Italia per capacità di raccolta di plasma sulla popolazione. Oggi, grazie alla spinta associativa, all'impegno dei donatori trentini, del personale sanitario, dei molti volontari addetti alle campagne di sensibilizzazione e alle preziose partnership private che hanno dato grande visibilità alla campagna promozionale del plasma, si è affermata una costante tendenza di crescita della raccolta della donazione in aferesi: + 57,4% luglio '22; +137,5% agosto '22; + 228% settembre '22; + 147,5% ottobre '22; + 54,1% novembre '22; + 236,5% dicembre '22; + 197% gennaio '23; + 164,9% febbraio '23; + 143,7% marzo '23; + 211% aprile '23; + 378,80% maggio '23. 

 

In totale nel periodo gennaio/maggio 2023 si è registrato un +180,3% rispetto allo stesso periodo del '22. Risultati importanti che denotano quanto la questione sia sentita e condivisa, evidenziando, ancora una volta, la capacità di reattività solidale della Comunità trentina. Ma che ancora non basta. ''I risultati positivi - spiegano le associazioni - trovano un freno nelle carenze strutturali della Banca del sangue di via Malta a Trento che non consentono un aumento ulteriore delle donazioni di plasma. Problemi che hanno portato le quattro associazioni all'avvio di una raccolta firme tra i propri donatori per chiedere lo spostamento della sede in altra più adeguata. Un passaggio necessario per giungere all'obiettivo principale che è appunto quello dell'autosufficienza della raccolta del plasma. Sono 3.645 le firme consegnate in queste ore assieme alle osservazioni alla proposta di Piano provinciale sangue e plasma''.

 

Osservazioni con le quali le associazioni hanno formalizzato e declinato nel concreto gli obiettivi di raccolta del triennio evidenziando la perseguibilità della fondamentale autosufficienza del plasma (quella del sangue intero è raggiunta e superata da anni) e sottolineando in modo chiaro il ruolo centrale delle stesse associazioni nella programmazione e nell’orientamento delle scelte politico-amministrative che devono tener conto anche della forte volontà e disponibilità dei donatori.

 

Ma a cosa servono il plasma e i suoi derivati? ''I medicinali plasmaderivati sono specialità farmaceutiche prodotte a partire dalle proteine contenute nel plasma - spiegano dalle associazioni - utilizzati per integrare componenti mancanti del sangue. Nella maggioranza dei casi non hanno alternative terapeutiche, tanto da essere considerati farmaci salvavita. Le immunoglobuline sono state definite dall'organizzazione mondiale della sanità come essenziali. 'Nei prossimi 10 anni il plasma umano sarà risorsa sempre più strategica – spiegava ancora nel 2017, precorrendo i tempi Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue -, insieme con acqua potabile, fonti energetiche e metalli preziosi (in particolare quelli necessari all'elettronica)'''.

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