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| 23 mar 2022 | 18:46

Donne vittime di violenza, via alle domande per l'assegno di autodeterminazione (da 400 euro mensili): ecco la procedura

Dal primo aprile si potrà richiedere la misura di sostegno rivolta alle donne vittime di violenza nei servizi sociali territoriali. Segnana: “L'assegno è una sorta di garanzia di indipendenza economica per le donne che intraprendono percorsi di fuoriuscita da relazioni violente”

Donne vittime di violenza, via alle domande per l'assegno di autodeterminazione (da 400 euro mensili): ecco la procedura
di Redazione

TRENTO. A partire dal primo aprile sarà possibile presentare domanda per ricevere l'assegno di autodeterminazione, un contributo economico pari a 400 euro mensili per le donne vittime di violenza. La domanda dovrà essere presentata ad Apapi (l'Agenzia provinciale per l'assistenza e la previdenza integrativa) per tramite dei Servizi sociali delle comunità e dei Comuni di Trento e Rovereto e l'assegno (che sarà ridotto a 200 euro se la richiedente è ospite di una struttura socio-assistenziale che garantisce anche vitto e alloggio) sarà corrisposto per un periodo minimo di tre mesi e massimo di dodici mesi, sulla base di quanto previsto dal piano personalizzato d'intervento.

 

"Nelle scorse settimane – ha detto l'assessora alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana – come esecutivo avevamo approvato i criteri e le condizioni di accesso all’assegno di autodeterminazione, un nuovo intervento economico provinciale per sostenere l’autonomia delle donne vittime di violenza e in particolare per agevolare l’autonomia abitativa e il rafforzamento o il raggiungimento dell’autonomia personale”. Secondo l'assessora: “L’assegno è una sorta di garanzia di indipendenza economica, per le donne che intraprendono percorsi di fuoriuscita da relazioni violente, è infatti slegato dalla prestazione lavorativa, dalla cittadinanza e dalla situazione economico-patrimoniale”.

 

Possono accedere all’assegno, dice Piazza Dante : “Le donne vittime di violenza residenti in provincia di Trento al momento della presentazione della domanda. La condizione per accedere all'assegno è la presa in carico della donna vittima di violenza da parte dei servizi sociali territoriali, i quali tengono anche conto dei percorsi intrapresi presso i servizi antiviolenza accreditati. La presa in carico prevede un piano personalizzato di intervento al quale la donna deve aderire. Lo stato di vittima di violenza è verificato dal servizio sociale territoriale attraverso la verifica della sussistenza di almeno uno dei seguenti presupposti: aver sporto denuncia o querela e/o aver intrapreso un percorso di fuoriuscita dalla violenza presso il servizio sociale territoriale o il consultorio o il servizio di psicologia clinica dell'Azienda sanitaria o un ente del terzo settore appartenente alla filiera dei servizi antiviolenza”. La domanda di assegno è poi presentata all'Agenzia provinciale per l'assistenza e la previdenza integrativa attraverso i Servizi sociali territoriali. Le risorse utilizzate per finanziare questo intervento economico sono interamente provinciali.
 

 

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