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| 23 dic 2021 | 20:19

L’assegno per le donne vittime di violenza, la Provincia approva i criteri e le condizioni di accesso alla misura

L’assegno è corrisposto per un periodo minimo di tre mesi e massimo un anno sulla base di quanto previsto dal piano personalizzato di intervento. Le risorse utilizzate per finanziare questo intervento economico sono interamente provinciali. L'assessora Stefania Segnana: "Punta a rafforzare il sistema di protezione già applicato in Provincia di Trento"

L’assegno per le donne vittime di violenza, la Provincia approva i criteri e le condizioni di accesso alla misura

TRENTO. Sono stati approvati i criteri e le condizioni di accesso all'assegno di autodeterminazione riservato alle donne vittime di violenza. Un intervento quindi che si inserisce nelle azioni complessive del territorio, con la rete che unisce istituzioni, magistratura, forze dell’ordine, servizi pubblici, associazioni, per rispondere a un fenomeno che interessa anche il Trentino e impone un efficace impegno per il contrasto delle forme di sopruso, così come alla tutela delle vittime e alla prevenzione.

 

“Viene introdotto un nuovo intervento economico provinciale - commenta l'assessora Stefania Segnana - previsto dalla legislazione provinciale in materia, per sostenere l’autonomia delle donne vittime di violenza e in particolare per agevolare l’autonomia abitativa e il rafforzamento o il raggiungimento dell’autonomia personale. L’assegno assume dunque una valenza socialmente rilevante, come supporto alla donna nella sua scelta di allontanarsi dalla violenza ed intraprendere un percorso volto a recuperare la capacità di autodeterminare il proprio percorso di vita”.

 

In particolare, i dati raccolti attestano che le denunce e l’emersione della violenza avvengono in un contesto dove i servizi di sostegno sono presenti e continuativi soprattutto per le fasce più deboli e le donne con figli. In questo senso agisce la misura concreta di sostegno introdotta in Trentino.

 

“L’assegno di autodeterminazione - aggiunge Segnana - punta a rafforzare il sistema di protezione già applicato in provincia di Trento; slegato dalla prestazione lavorativa, dalla cittadinanza e dalle condizioni di soggiorno e serve come garanzia di indipendenza economica, e dunque concreta forma di sostegno, per le donne che intraprendono percorsi di fuoriuscita da relazioni violente”.

 

La misura consiste in un assegno mensile di 400 euro, ridotto a 200 euro se la richiedente è ospite di una struttura residenziale socio-assistenziale che garantisce anche il vitto. L’assegno è corrisposto per un periodo minimo di tre mesi e massimo un anno sulla base di quanto previsto dal piano personalizzato di intervento. Le risorse utilizzate per finanziare questo intervento economico sono interamente provinciali.

 

Il ritardo dell'entrata in funzione di questa misura era finita nel mirino delle opposizioni nelle scorse settimane (Qui articolo), ora sono stati stabiliti i criteri e le modalità.

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