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| 11 nov 2021 | 22:04

Centri di rieducazione per uomini violenti, Segnana a Conzatti: ''La Provincia sostiene i progetti del territorio. Uniti contro la violenza di genere''

La Provincia interviene a seguito delle dichiarazioni di Donatella Conzatti. L'assessora Stefania Segnana: "E' proprio a questo progetto che si riferiscono le risorse recentemente assegnate al Trentino e che potranno ora permettere di procedere verso la fase realizzativa, con il possibile coinvolgimento di enti e associazioni del territorio"

Centri di rieducazione per uomini violenti, Segnana a Conzatti: La Provincia sostiene i progetti del territorio

TRENTO. "Dobbiamo essere uniti contro la violenza domestica, di genere e assistita dai bambini e nel portare avanti l’importante opera di tutela delle vittime, siano adulti o minori". A dirlo l'assessora Stefania Segnana. "Un impegno che il Trentino ha fatto proprio, come dimostrano la vasta rete di servizi attivi sul territorio che vede il pieno sostegno della Pat e le nuove iniziative messe in campo".

 

La Provincia interviene a seguito delle dichiarazioni di Donatella Conzatti. La senatrice di Italia Viva aveva citato il progetto gestito dalla Fondazione famiglia materna e dall’Associazione Laica Famiglie in Difficoltà. Un percorso di gruppo che si rivolge agli uomini autori di violenza fisica, psicologica, economica, sessuale o di stalking nei confronti delle loro partner o ex partner. Tutt’ora questo è l’unico percorso attivo in Trentino che si pone l’obiettivo di ridurre il rischio che si verifichino nuovi comportamenti violenti negli uomini.

 

Il problema è che a un certo punto la Provincia ha scelto di sospendere i finanziamenti dedicati a questo progetto. Di fatto la Pat aveva dato seguito, con un’interpretazione restrittiva, a una norma nazionale che fa ricadere i costi su chi deve seguire i corsi antiviolenza. La questione era stata sollevata in Consiglio provinciale da Filippo Degasperi (Onda Civica) che si era però visto bocciare un ordine del giorno che chiedeva di verificare l’opportunità di riattivare il sostegno. “Lo stop voluto dalla coppia Fugatti-Segnana – afferma Conzatti – è stato malamente giustificato da un’interpretazione della Corte dei Conti. Ora il Governo cancella ogni dubbio, indica la strada e assegna le risorse. Vediamo se anche la Provincia si rimette in cammino” (Qui articolo).

 

Sono arrivati i chiarimenti della Pat per ribadire che il Trentino è impegnato tra servizi già attivi e nuove azioni. "C'è il progetto per i centri di riabilitazione rivolto agli uomini autori di violenza - prosegue Segnana - promosso dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del consiglio e al quale la Provincia ha deciso convintamente di aderire, ratificando il suo impegno con la delibera di Giunta dello scorso aprile. E' proprio a questo progetto che si riferiscono le risorse recentemente assegnate al Trentino e che potranno ora permettere di procedere verso la fase realizzativa, con il possibile coinvolgimento di enti e associazioni del territorio".

 

L’obiettivo dell’amministrazione, riporta la nota della Pat, è di affidare la realizzazione di un Centro dove potranno essere avviati percorsi per rendere maggiormente consapevoli gli uomini che utilizzano la violenza nelle relazioni intime, favorendo da parte loro un’assunzione di responsabilità nonché l’adozione di condotte non violente nelle relazioni.

 

L’assessora sottolinea inoltre come non risponda al vero che l’Amministrazione provinciale abbia smesso di sostenere i progetti del territorio. "La proposta progettuale per i centri di rieducazione per uomini maltrattanti, inviata al Dipartimento nazionale pari opportunità, è stata elaborata dall’Umse Sviluppo rete dei servizi della Provincia dopo un confronto con la Procura della Repubblica al Tribunale di Trento e in partnership con l’Ordine degli Psicologi", conclude Segnana. "La stessa proposta valorizza in tema di obiettivi e metodologia di lavoro l’esperienza realizzata nel territorio attraverso il servizio “CambiaMenti”, il percorso attivo fino allo scorso anno e rivolto agli uomini che hanno esercitato comportamenti violenti nei confronti delle loro partner o ex partner".

 

Su questo punto, l’assessora evidenzia che la Provincia di Trento si attiene a quanto disposto dalle recenti norme nazionali introdotte in materia: "L’attuale legislazione prescrive che la partecipazione a specifici corsi di recupero per gli uomini autori di violenza realizzati da enti e associazioni non possa portare maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Gli oneri per tali corsi, così dispone la legge, sono a carico del condannato".

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