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Violenza di genere, le donne del Pd: "Numeri in aumento: si riattivino i percorsi di educazione in Trentino, immotivatamente stoppati dalla Giunta Fugatti"

Il messaggio delle donne della conferenza democratica del Trentino e dei membri dell’assemblea del Pd in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere: "Si torni a investire in prevenzione con l'educazione. Anche il nostro territorio e la comunità non sono indenni da questa piaga sociale"

Di F.C. - 25 novembre 2022 - 20:43

TRENTO. "Si torni a investire in prevenzione con l'educazione: vengano riattivati i percorsi di educazione presenti in Trentino già da molto tempo ma che sono stati immotivatamente stoppati da 4 anni dalla Giunta Fugatti". È questo il messaggio lanciato dalle donne della conferenza democratica del Trentino e dai membri dell’assemblea provinciale del Pd in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.

 

Sono stati presentati ieri (24 novembre) dalla Provincia autonoma di Trento i dati sulla violenza contro le donne in Trentino: "Numeri impressionanti - sostengono in una nota - come sempre e addirittura in aumento per quanto riguarda l’accesso al pronto soccorso, gli ammonimenti emanati dalla Polizia e le denunce sporte dalle donne. Tutto questo ci dice ancora una volta che anche il nostro territorio, la nostra comunità non sono indenni da questa piaga sociale".

 

L’aumento delle donne che ricorrono ai servizi non residenziali (389 nel 2021 con quasi 500 minori) indica con precisione che il fenomeno, "che riguarda per il 72% donne italiane - proseguono -, perché le straniere prive di supporti amicali e familiari, ricorrono anche a quelli residenziali, è radicato dentro i rapporti affettivi e non riguarda contesti di disagio ma di apparente normalità".

 

La crescita di questi numeri perciò "che ci sbattono in faccia una impressionante e non tollerabile realtà, dimostra però anche che siamo sulla strada giusta, cioè che il sistema messo in piedi da oltre 10 anni in Trentino, di presa in carico delle donne e dei loro figli, coordinata da tutti i soggetti istituzionali e del terzo settore presenti sul nostro territorio ha costruito una condizione di sicurezza della quale le donne sono sempre più consapevoli e dunque sempre più disposte a trovare il coraggio e la forza di uscire dalla propria condizione".

 

Più volte è stato sottolineato anche durante la conferenza stampa che quando i numeri aumentano significa che aumenta anche l'emerso, "che l’Istat stima essere solo il 10% del totale - riporta il Pd -: dobbiamo continuare in questo percorso perché sempre più donne possano essere accolte in sicurezza e accompagnate anche con gli aiuti per l’inserimento lavorativo e abitativo a ricostruirsi una nuova vita".

 

Proprio in questi giorni in Parlamento sono stati approvati indirizzi di azione per affrontare questo fenomeno, che in Trentino sono già tutti presenti: "È importante che si prosegua su questa via, lavorando anche sulla maturazione della consapevolezza maschile della violenza e sul superamento di stereotipi culturali che ingabbiano donne e uomini in ruoli socialmente fissati".

 

Quali possono essere gli strumenti? "È necessario - concludono gli esponenti dem -, come è stato condiviso anche a livello nazionale che si prosegua a lavorare su ogni livello scolastico, per una nuova cultura del rispetto e delle pari opportunità, riattivando i percorsi di educazione che in Trentino erano attivi e apprezzati già da molto tempo ma che sono stati immotivatamente stoppati da 4 anni dalla Giunta Fugatti. Abbiamo già perso troppo tempo prezioso. La politica trentina non può dividersi ideologicamente su questo fondamentale strumento di prevenzione".

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