L’assegno per le donne vittime di violenza, Ferrari e Zanella: ''Dopo quasi un anno di attesa finalmente la Pat ha approvato i criteri. Un primo passo importante''
Sara Ferrari (Pd): "Peccato che si siano dovuti attendere tutti questi mesi di grande difficoltà, anche per l'emergenza Covid e per la forzata convivenza, che ha spesso acuito il tema della violenza domestica". Paolo Zanella (Futura): "Chiederemo ancora e ancora di mettere in atto tutte le politiche culturali atte al vero contrasto alla violenza, partendo dal ripristino dei corsi di educazione di genere nelle scuole"

TRENTO. "Dopo quasi un anno di attesa, finalmente la Provincia ha approvato i criteri per riconoscere un aiuto economico alle donne vittime di violenza". A dirlo Sara Ferrari (Partito democratico) mentre Paolo Zanella (Futura) aggiunge: "Un sostegno per renderle economicamente libere di rifarsi una vita lontano dall'uomo maltrattante".
La Provincia ha approvato i criteri e le condizioni di accesso all'assegno di autodeterminazione riservato alle donne vittime di violenza. Un intervento quindi che si inserisce nelle azioni complessive del territorio, con la rete che unisce istituzioni, magistratura, forze dell’ordine, servizi pubblici, associazioni, per rispondere a un fenomeno che interessa anche il Trentino per un impegno per il contrasto delle forme di sopruso, così come alla tutela delle vittime e alla prevenzione (Qui articolo).
Il ritardo dell'entrata in funzione di questa misura era finita nel mirino delle opposizioni nelle scorse settimane (Qui articolo), ora sono stati stabiliti i criteri e le modalità. "Il disegno di legge presentato da Futura e votato all’unanimità dal Consiglio provinciale - evidenzia Zanella - prevedeva l’attuazione dell’assegno di autodeterminazione per le donne che hanno subito violenza. Sarebbe stato il primo intervento di questo genere in Italia se i regolamenti attuativi fossero stati approvati dalla Giunta Fugatti nei tempi previsti dalla legge, cioè 90 giorni dall’approvazione della legge avvenuta il 9 febbraio scorso".
Invece è trascorso quasi un anno. "Un’attesa insensata e grave per tutte le donne che hanno atteso invano. Lo Stato poi, è arrivato prima. E' dell’8 novembre scorso che con la circolare numero 166, l’Inps ha dato il via libera al reddito di libertà prevedendo per le donne 400 euro al mese per 12 mesi. Quota che noi riteniamo insufficiente, come insufficiente è il fondo complessivo messo a disposizione rispetto alle potenziali domande".
Seppur in ritardo è un primo passo importante. "I fondi provinciali - dice Zanella - sono 10 volte di più di quelli erogati dallo Stato ma chiederemo uno sforzo ulteriore per dare possibilità a più donne di poterne accedere. E chiederemo ancora e ancora di mettere in atto tutte le politiche culturali atte al vero contrasto alla violenza di genere, partendo dal ripristino dei corsi di educazione di genere nelle scuole. L’assessora finalmente ha deliberato, anche se in ritardo. Il nostro impegno contro la violenza di genere continuerà".
Soddisfatto anche il Pd, anche se resta la delusione per il forte ritardo nel dare seguito a quanto deciso in Consiglio provinciale. "La proposta dell’assegno di autodeterminazione arrivata dai gruppi Futura e Verdi e che anche noi del Partito democratico abbiamo contribuito a migliorare in commissione è stata finalmente portata avanti. Peccato che si siano dovuti attendere tutti questi mesi di grande difficoltà, data dall’emergenza Covid e dalla forzata convivenza familiare, che ha spesso acuito il tema della violenza domestica, affinché l’assessora Segnana riuscisse a mettere in pratica quella decisione. Finora la Giunta leghista non era stata capace di considerare urgente e prioritario rispondere con questo aiuto all’emergenza delle donne maltrattate", conclude Ferrari.














