Violenza sulle donne: deroga per tutelare centri e case rifugio in Veneto. La Provincia: “Fondamentale che l'unico centro bellunese continui a operare”
L’assessora regionale Manuela Lanzarin ha dichiarato ieri che i 25 Centri antiviolenza del Veneto non subiranno alcun taglio. Il rischio era reale, a causa di requisiti previsti dall’intesa Stato - Regioni che molti centri, tra i quali Belluno Donna, non sarebbero riusciti a recepire. La Provincia accoglie dunque con soddisfazione l'annuncio, nonostante non dia una garanzia definitiva: "Continuiamo a monitorare la situazione"

BELLUNO. "Ritengo fondamentale che l’unico centro antiviolenza esistente nel territorio bellunese possa continuare la sua attività senza più incertezze: a tutt’oggi nel 2025, come consigliera di parità, mi sono occupata di ben 13 casi, alcuni riguardanti anche la fattispecie della violenza, mentre nel 2024 erano stati complessivamente 12".
Commenta così la notizia arrivata ieri dalla Regione sulla deroga per i Centri antiviolenza (Cav), Flavia Monego, consigliera provinciale di parità.
L’assessora regionale Manuela Lanzarin ha infatti dichiarato che i 25 Cav con i 33 sportelli e le 37 case rifugio del Veneto non subiranno alcun taglio. Il rischio era reale, a causa di requisiti previsti dall’intesa Stato-Regioni che molti centri, tra i quali Belluno Donna, non sarebbero riusciti a recepire (come la garanzia di un servizio h24).
"La consigliera di parità - ricorda Monego - si occupa principalmente di discriminazioni e violenze nei luoghi di lavoro. Quando la presidente del Cav Belluno Donna, Anna Cubattoli, nel 2023 scrisse una lettera di appello, evidenziando le criticità dell'Intesa Stato - Regioni ci attivammo per produrre una lettera all’assessora regionale affinché intervenisse nella risoluzione del problema. La lettera fu sottoscritta da tutti i 60 Comuni della provincia e fu seguita da un incontro personale da parte mia e del presidente Padrin a Cortina con Lanzarin per sottolineare la delicatezza della situazione. Il tutto portò ad una proroga di 18 mesi, ora in scadenza".
Sulla questione interviene anche Matilde Vieceli, consigliera provinciale con delega alle pari opportunità, materia che la Legge Delrio riconosce come una funzione fondamentale delle Province.
"È anche perché consci di questo ruolo così importante - afferma - che ad aprile 2025 abbiamo presentato in Consiglio provinciale una mozione, approvata all’unanimità, volta a tutelare e sostenere la continuità operativa del Cav gestito dall’associazione Belluno Donna. La mozione è stata solo l’ultima di una serie di azioni portate avanti dal 2023, anche con la collaborazione della consigliera Monego. Crediamo infatti che le istituzioni debbano essere in prima linea nella battaglia contro qualsiasi forma di violenza e per una piena ed effettiva parità. La violenza di genere è un fenomeno trasversale, che può riguardare tutte le donne, e anche gli uomini, senza distinzione di ceto sociale, cultura ed età, e si manifesta in varie forme: fisica, psicologica, sessuale, economica".
Da qui la soddisfazione per l’annuncio di Lanzarin. "Una dichiarazione importante, che aspettavamo da tempo e avevamo sollecitato con la nostra mozione, anche se non dà ancora una garanzia certa e definitiva" conclude Vieceli la quale, con la consigliera Monego e l’intera amministrazione provinciale, continuerà a monitorare la situazione ed interfacciarsi con Lanzarin, affinché nel più breve tempo possibile il provvedimento di deroga sia formalizzato.












