Dramma in ospedale, donna no vax positiva perde il bimbo al settimo mese. L'Azienda sanitaria: ''Verifiche su correlazione al contagio'' e alle future madri: ''Il vaccino è importante''
L'episodio è avvenuto nelle ultime settimane e ora l'Azienda sanitaria ha disposto degli accertamenti patologici. "Un’infezione da Sars-CoV-2 durante la gravidanza, rispetto alle donne sintomatiche non incinte, porta a un rischio tre volte maggiore di essere ricoverate in un’unità di terapia intensiva" ha spiegato il primario di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale di Bolzano

BOLZANO. “Si stanno svolgendo degli accertamenti patologici sulla morte di un feto di sette mesi e la positività da Covid della madre”. Sono queste le parole che arrivano dall'Azienda sanitaria altoatesina sul drammatico caso avvenuto all'ospedale di Bressanone.
Si tratta di una mamma che sarebbe no vax e che al settimo mese di gravidanza ha perso il bimbo. Secondo le informazioni rilasciate, la donna e anche il feto erano in buona salute.
L'unico problema che era stato riscontato era la positività della donna al Covid. Nelle scorse settimane è avvenuta la morte intrauterina.
L'azienda sanitaria ora vuole appurare quello che è successo e capire quali siano le correlazioni tra questo terribile episodio con il virus Sars-Cov2.
Per questo sono stati disposti degli accertamenti che verranno effettuati dal reparto di anatomia patologica dell'ospedale di Bolzano.
Da parte dell'Azienda sanitaria si sottolinea nuovamente l'importanza della vaccinazione per le donne in attesa . Il Primario Martin Steinkasserer del reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale di Bolzano già in passato aveva spiegato che per le future mamme “La vaccinazione è assolutamente consigliata perché soprattutto le donne incinte corrono un rischio elevato in caso di infezione”.
Diverse ricerche, ha spiegato “Hanno dimostrato che un’infezione da Sars-CoV-2 durante la gravidanza, rispetto alle donne sintomatiche non incinte, porta a un rischio tre volte maggiore di essere ricoverate in un’unità di terapia intensiva. I decorsi gravi della malattia con la necessità di ospedalizzazione si verificano principalmente negli ultimi due terzi della gravidanza. Un ultimo aspetto, ma non meno importante, è relativo a dati recenti, i quali mostrano anche che l’infezione da coronavirus è associabile a un rischio maggiore di nascita pretermine”.





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