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| 28 giu 2022 | 21:02

''Dubbi di incostituzionalità'', la Corte dei conti suggerisce al governo di impugnare la norma sull'A22 con le deroghe per i compensi del Cda

Nel corso del rendiconto parificato la Corte dei conti conferma il giudizio di regolarità ma ha anche bacchettato le Province di Trento e di Bolzano. Nel mirino anche la vicenda Not, le spese per il personale e il tentativo di entrare in Itas. Fugatti: "Osservazioni che terremo in dovuta considerazione convinti di poter mettere in atto le misure necessarie per rispondere in maniera adeguata". La Pat difende anche la scelta sull'elicottero

TRENTO. "La sezione regionale di controllo della Corte dei conti - sede di Trento ha ritenuto di segnalare alla presidenza del consiglio dei ministri di valutare l'eventuale attivazione delle iniziative della costituzione". In poche parole i giudici contabili hanno indicato al governo di impugnare la legge sull'A22 perché "si nutrono forti dubbi di costituzionalità". 

 

E' un passaggio pesante quello della Corte dei conti e riguarda la composizione e i compensi del Consiglio di amministrazione di Autobrennero. Più di una bocciatura perché potrebbe arrivare un'impugnativa da Roma in particolare per il superamento del limite massimo di 240 mila euro annui lordi stabiliti dalla legge Madia. Un provvedimento sul quale le minoranze avevano fatto suonare più di un campanello d'allarme.

 

"La maggioranza regionale - spiega Giorgio Tonini (Partito democratico) - aveva presentato un emendamento dell'ultimo minuto per introdurre nell'ordinamento regionale la possibilità di ricorrere al partenariato pubblico privato per il rinnovo della concessione. Nella norma si deroga sulla composizione del Cda (la legge stabilisce un massimo di 5 membri, A22 invece ha 14 sedie) e si deroga ai compensi massimi. Se l'ok alla presenza di tutte le rappresentanze territoriali poteva essere accettata per la fase delicata di passaggio da una società in-house a quella in ppp, abbiamo più volte evidenziato che non c'è invece ragione superare la legge Madia".

 

Il voto poi è arrivato a maggioranza con il semaforo verde alle deroghe. E la Corte dei conti ha acceso i fari proprio sulla norma di deroga "poiché la stessa appare lesiva della competenza esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile, dei principi di razionalizzazione e riduzione delle spese delle società controllate e del principio di coordinamento della finanza pubblica".

 

"Non è solo una critica - dice Tonini - perché la Corte dei conti ha deciso di interessare il governo per dubbi sull'incostituzionalità. Una figuraccia per la Regione, una brutta pagina che si sarebbe potuta evitare se ci avessero ascoltato nel corso delle tre sedute del Consiglio".

 

Nel corso del rendiconto parificato la Corte dei conti conferma il giudizio di regolarità e il solido profilo finanziario-patrimoniale ma ha anche bacchettato le Province di Trento e di Bolzano. Non solo sull'A22, un "altro sconfinamento nei limiti statali viene rilevato nella materia delle grandi derivazioni idroelettriche" (impugnata e parzialmente bocciata dalla Corte costituzionale). Ci sono vantaggi immediati per le popolazioni locali, però bisogna considerare le necessità di assicurare a livello nazionale l'energia necessaria per le attività produttive.

 

 

La richiesta dei giudici contabili è quella di una maggiore attenzione sulle spese del personale mentre "anomalie" vengono riscontrate nella procedura seguita dall'amministrazione provinciale nella tardiva valutazione di inadeguatezza del progetto preliminare per il Not-nuovo ospedale di Trento.

 

"Siamo soddisfatti per la parifica del Rendiconto 2021 in cui si dà conto di azioni che sono sempre prese tenendo ben presente l’obiettivo di essere a servizio della comunità trentina. Dentro il fare è insito anche il rischio di errare. Ma il confronto approfondito e costruttivo che negli ultimi anni si è sviluppato in occasione delle verifiche sul rendiconto della Provincia di Trento serve anche a questo: a offrire in particolare all’amministrazione una occasione importante per accrescere la propria capacità di dare conto alla collettività di come le scelte adottate vengono poi messe in atto", il commento del governatore Maurizio Fugatti: "Per quanto riguarda le osservazioni della Corte dei conti, le terremo in dovuta considerazione convinti di poter mettere in atto le misure necessarie per rispondere in maniera adeguata".

 

Altre partite sono quelle relative a Mediocredito con la cessione di tutte le quote della Regione a Trento e Bolzano "i cui tempi appaiono notevolmente e inspiegabilmente dilatarsi, non giustificano il mantenimento da parte degli enti territoriali di partecipazioni in istituti bancari svolgenti attività commerciali" e in quelle della Mutua per "una sproporzione nelle dinamica autonomistica laddove la Provincia è intervenuta in qualità di socio sovventore in soccorso finanziario all'Assicurazione Itas" (Qui articolo). 

 

In questo caso Itas è intervenuta per togliere ogni dubbio sulla solidità della compagnia. "Un'affermazione che non trova alcun fondamento e appare inopportuna e completamente fuorviante rispetto a un gruppo che, al contrario, gode di ottima salute sia dal punto di vista dell'attività assicurativa che anche finanziario e patrimoniale, come per altro confermato anche dal recentissimo rating dell'agenzia Fitch".

 

L’amministratore delegato e direttore generale Alessandro Molinari afferma che l’eventuale ingresso dell’ente pubblico quale socio sovventore non avrebbe neppure portato capitale aggiuntivo nelle casse della Compagnia in quanto si sarebbe trattato di un mero scambio di quote tra soci.

 

Inoltre, sempre l'Ad evidenzia che l’ammontare delle quote, pari a 2,8 milioni, ancorché importante in valore assoluto, rappresenta una quota pressoché simbolica (0,5%) rispetto al patrimonio netto del Gruppo Itas che al 31.12.21 era pari a 524,4 milioni (in crescita del 4,2% rispetto al precedente esercizio), con un indice di solvibilità molto robusto e pari al 217%. "Risulta evidente quindi come l’intervento della Provincia di Trento - conclude la compagnia - avrebbe avuto tutt’altra finalità riconducibile, per quanto ci riguarda, a logiche di sistema perfettamente coerenti con il ruolo di aggregatore sociale e economico che la nostra Mutua ha rivestito e riveste tutt'ora con sempre maggiore slancio e impegno nel territorio trentino".

 

A parte poi gli approfondimenti richiesti dalla Corte dei conti sulla vicenda del noleggio dell'elicottero e poi della mancata gara per l'acquisto di un mezzo a seguito dell'incidente in val Nambino nel 2017 (Qui articolo). Un'ipotesi di un danno erariale da circa 6 milioni. "Rispetto a tale iniziativa della Corte, che non costituisce una condanna e nemmeno un rinvio a giudizio, ma solo una richiesta a motivare le scelte compiute dall'Amministrazione provinciale - commenta piazza Dante attraverso una nota - la Provincia conferma che la scelta di prendere a noleggio un elicottero sostitutivo era necessitata dall'esigenza - urgente - di non lasciare scoperto il servizio di soccorso, servizio che per direttiva della Giunta provinciale antecedente all'evento capitato al velivolo non può rimanere scoperto ma deve essere garantito 24 ore al giorno. Scelta quindi motivata e fondata sull’interesse pubblico per la tutela della salute dei cittadini".

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