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| 28 giu 2021 | 18:18

La Corte dei conti boccia l'acquisto delle quote di Itas da parte della Pat e il mantenimento di quelle in Mediocredito? Rossi: ''Dubbi espressi in Aula''

La memoria conclusionale della Procura sembra bocciare le operazioni della Pat in materia Itas Mutua e Mediocredito. L'assessore Spinelli: "Si perseguono finalità istituzionali e di interesse pubblico. In Itas non abbiamo rischio di impresa"

TRENTO. "Ancor maggiore attenzione deve essere riposta poi, in particolare, al settore delle partecipazioni societarie, laddove l’attività societaria non sempre sembra essere coerente con i fini istituzionali della Provincia". Così la memoria conclusionale della Corte dei conti. "E' divenuta di pubblico dominio, ad esempio, la ventilata possibilità che la Provincia Autonoma acquisisca partecipazioni al capitale sociale di Itas Assicurazioni, ipotesi che lascia quanto meno perplessi sotto il profilo del rispetto delle finalità previste dal legislatore statale di riduzione delle partecipazioni pubbliche ai soli enti e società che perseguano finalità istituzionali, in termini strettamente intesi".

 

Insomma, la Procura sembra bocciare la possibilità che la Provincia acquisti le quote di Itas Mutua, un'ipotesi confermata anche ufficialmente nella nota di piazza Dante nel presentare la manovra di bilancio (Qui articolo). In Aula erano emersi dubbi da parte di diversi consiglieri, in particolare da parte degli esponenti di Onda civica, Partito democratico e Fratelli d'Italia (Qui articolo).

 

Nel mirino anche la partita che riguarda Mediocredito Trentino Alto Adige. "Ulteriormente, nel corso del 2020, con un ‘autorizzazione di spesa di 22 milioni di euro, ha, ad esempio, facoltizzato la Provincia ad acquisire quote di partecipazione del capitale sociale della società Mediocredito Trentino-Alto Adige prevedendo la successiva mera 'possibilità' della loro cessione. Al riguardo corre l’obbligo di ricordare che le vigenti disposizioni del T.U. d.lgs.175/2016 in materia di società a partecipazione pubblica, dispongono il divieto assoluto per le pubbliche amministrazioni di costituire società aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, e impongono, altresì, il divieto di acquisire e mantenere partecipazioni, anche di minoranza, in tali società. Ciò evidentemente con il duplice fine di ricondurre l’attività amministrativa a funzioni, più strettamente intese, di cura immediata dell’interesse pubblico e, al contempo, di evitare che il dilatamento, oltre misura, del concetto di amministrazione pubblica, importi il rischio di assunzione a carico delle pubbliche risorse di rischi imprenditoriali che poco o nulla hanno a che fare con la cura dei pubblici interessi".

 

 

La richiesta è quella di adeguare le azioni a quanto previsto dalle norme statali o motivare le ragioni di queste operazioni. "Rimane dunque necessario che la Provincia Autonoma, che pure in esecuzione delle disposizioni statali ha adottato gli atti di programmazione finalizzati a valutare la dismissione di partecipazioni non inerenti ai propri fini istituzionali, valuti e motivi congruamente operazioni che apparentemente sembrano assumere segno contrario rispetto a quanto previsto dal T.U. n.175/2016".

 

Partite aperte e che piazza Dante sarà chiamata a sbrogliare nei prossimi mesi. "E' ancora presto per i commenti e si devono aspettare i giudizi di parifica. Ma in queste conclusioni - dice l'ex presidente Ugo Rossi - ci sono i dubbi che sono stati sollevati in Aula rispetto alle decisioni portate avanti dalla Provincia. Non è un caso se con il governatore Arno Kompatscher avevamo pianificato a suo tempo l'uscita da Mediocredito per lasciare spazio alla gestione delle Casse rurali trentine e altoatesine. Quanto si legge rappresenta comunque un colpo all'immagine e all'autunomia che scaturiscono dalle scelte della Lega".

 

La Provincia replica che "ormai da anni - commenta l'assessore Achille Spinelli - si pone attenzione particolare all'efficientamento del sistema. A queste finalità rispondono in particolare il mantenimento della partecipazione in Mediocredito Trentino Alto Adige e il recente ingresso nella società di assicurazione, in qualità di socio sovventore, modalità per cui la Provincia non assume rischi d'impresa".

 

Su Mediocredito l'assessore aggiunge che "la partecipazione non è realizzata ex novo, si tratta di un mantenimento in vista di una futura dismissione. Le decisioni della Provincia rispondono al criterio guida della coerenza con fini istituzionali della Pat e di interesse pubblico".

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