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Elodea nutallii, la specie aliena che rischia di finire nell'Adige distruggendo l'ecosistema. Al laghetto di Rablà l'intervento degli esperti per bloccarla

Gli esperti: "Queste specie vengono rilasciate in natura dall'uomo, consapevolmente o inconsapevolmente. Osserviamo con preoccupazione un aumento costante di questo rilascio negli ultimi 30 anni"

Di G.Fin - 12 August 2022 - 21:31

BOLZANO. Una pianta aliena capace di adattarsi molto bene alle condizioni ambientali e di crescere rapidamente. Per fermarla serve che l'acqua venga rimossa per evitare che la pianta si riproduca, si diffonda, colonizzi e danneggi gli ecosistemi preesistenti. 

E' questo l'intervento che si sta portando avanti nel laghetto di Rablà, nel comune di Parcines dove è iniziata pochi giorni fa la seconda fase dei lavori di rimozione della Elodea nutallii, la pianta invasiva che è stata avvistata per la prima volta in Alto Adige all'inizio dell'estate. 

L'Elodea nuttallii (pianta acquatica a foglie strette, dal nome del botanico inglese Thomas Nuttall) è originaria del Nord America.  Poiché il laghetto di Rablà confluisce nel vicino fiume Adige, esiste il rischio che piccole particelle di questa pianta acquatica possano venir trasportate e colonizzare altri habitat. 

"Poiché il lago è attualmente molto torbido, le piante non possono fotosintetizzare, il che impedisce loro di diffondersi", ha spiegato Renate Alber, biologa del Laboratorio biologico provinciale. Il termine invasivo descrive quelle specie aliene, cioè non autoctone, che possono mettere in pericolo un ecosistema: "Queste specie vengono rilasciate in natura dall'uomo, consapevolmente o inconsapevolmente. Osserviamo con preoccupazione un aumento costante di questo rilascio negli ultimi 30 anni".

 

La prima misura contro questa specie all'inizio di giugno è stata l'abbassamento del livello del lago, lo sfalcio delle piante, il loro deposito su un argine e il trasporto dell'intera massa vegetale all'impianto di incenerimento di Bolzano per lo smaltimento. In accordo con i Bacini montani, la Ripartizione foreste, l'Ufficio caccia e  pesca, l'Ufficio natura, l'associazione locale dei pescatori e il Comune, è stato deciso di prosciugare l'acqua del laghetto.

I Bacini montani stanno adottano le misure necessarie eliminare la pianta invasiva” spiega anche Peter Egger, direttore dell’Ufficio sistemazione bacini montanbi Ovest. "Attualmente utilizziamo due escavatori e nove camion", spiega il responsabile del progetto Martin Eschgfäller: "Dal bacino di ritenzione Lahnbach, di fronte alla rotatoria di Naturno, trasportiamo circa 16.000 metri cubi di materiale pulito al laghetto e lo depositiamo nel laghetto. Si sta inoltre costruendo una diga con pietre ciclopiche e materiale di riempimento tra il torrente e la rientranza del lago a Ovest, in modo che il materiale di riempimento non venga portato via quando il livello dell'acqua tornerà alto".

Il prossimo passo sarà la rinaturalizzazione del laghetto che probabilmente comporterà la trasformazione della diga temporanea in una struttura permanente e lo sgombero del materiale attualmente collocato.
L'invito da parte degli esperti ai cittadini è quello di non rilasciare mai piante o animali alieni in natura. “Se si tratta di una specie aliena, è vietato diffonderla o rilasciarla in natura, poiché ciò può portare a impatti negativi sull'equilibrio degli ecosistemi e persino all'estinzione di specie autoctone” è stato spiegato. 

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