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Vegetazione abbattuta lungo l'Adige, il Comitato difesa acque: “Le rive stanno diventando un deserto. Gravi danni all'ecosistema fluviale e alla sicurezza”

Il Comitato permanente di difesa delle acque del Trentino contro gli abbattimenti lungo le rive dell'Adige: “Chiediamo che vengano immediatamente fermati e che si avvii un processo di valutazione ambientale, coinvolgendo esperti qualificati e la comunità locale, affinché vengano pianificati interventi di gestione della vegetazione che siano rispettosi dell'ecosistema fluviale e delle sue funzioni vitali”

Di F.S. - 22 febbraio 2024 - 17:55

TRENTO. “E' con estrema preoccupazione che assistiamo in questi giorni all'abbattimento indiscriminato di alberi lungo le rive del fiume Adige, un'azione che sta causando gravi danni all'ecosistema fluviale e alla sicurezza idrogeologica del nostro territorio”. Sono queste le parole del Comitato permanente di difesa delle acque del Trentino di fronte alle attività di esbosco che stanno proseguendo da giorni in Vallagarina lungo le rive dell'Adige, che secondo gli ambientalisti starebbero diventando “un deserto”.

 

“La gestione della vegetazione della fascia riparia – dicono infatti i responsabili del Comitato – è fondamentale per la preservazione di una serie di servizi ecosistemici indispensabili per l'equilibrio ambientale e la sicurezza delle comunità che vivono nelle vicinanze dei corsi d'acqua. La fascia riparia non solo fornisce habitat per una vasta gamma di specie vegetali e animali, ma svolge anche un ruolo chiave nella mitigazione delle inondazioni, nella stabilizzazione del suolo e nella filtrazione dell'acqua”.


I recenti abbattimenti però, precisano gli ambientalisti: “Sembrano essere condotti senza alcuna considerazione per queste importanti funzioni ecologiche. È evidente a chiunque che non si tratta di una modalità di tipo selettivo, come sarebbe richiesto dalle buone pratiche di gestione dei corsi d'acqua e come peraltro previsto dal Piano tutela acque 2022-2027, dove leggiamo che gli interventi di trattamento della vegetazione devono essere 'attuati nel rispetto delle esigenze di carattere ecologico, paesaggistico e ambientale dell'ecosistema fluviale, oltre che di efficienza idraulica'. L’approccio utilizzato, al contrario, è a dir poco rozzo e dozzinale. Questa azione impulsiva sta compromettendo la biodiversità del nostro territorio e mettendo a rischio la sicurezza delle aree circostanti”.


“La gestione e la conservazione dei corsi d'acqua – continuano – richiede la convergenza di diverse competenze specifiche, prima fra tutte, quella degli ecologi fluviali, ovvero coloro che meglio conoscono l’interazione dei fiumi con il loro contesto. Ad oggi, queste figure professionali sono completamente assenti all’interno dell’organico del Servizio Bacini Montani della nostra provincia, l’ufficio con la delega alla sicurezza idrogeologica che si occupa anche della gestione della vegetazione riparia. Privo di questa preziosissima competenza, il personale coinvolto potrebbe compiere scelte dannose per l'ambiente senza rendersene conto, mettendo a repentaglio la salute del fiume e delle comunità che dipendono da esso”.

 

La richiesta del Comitato è quindi netta: che si fermi "l'abbattimento indiscriminato degli alberi lungo le rive del fiume" e "che venga avviato un serio processo di valutazione ambientale, coinvolgendo esperti qualificati e la comunità locale, affinché vengano pianificati interventi di gestione della vegetazione che siano rispettosi dell'ecosistema fluviale e delle sue funzioni vitali. La salvaguardia del fiume Adige e del suo ecosistema è una responsabilità che riguarda tutti noi e chiediamo il vostro sostegno nell'affrontare questa grave minaccia ambientale, per l'ennesima volta causata dall'uomo”.

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