“Scarti delle demolizioni edili nei boschi del Trentino", usati come fondo per le strade forestali? Mountain Wilderness: “Uno scempio paesaggistico’”
Una situazione che sta preoccupando non poco e, secondo Mountain Wilderness Italia, rischia di danneggiare ancora una volta l'ambiente. Il presidente Casanova parla di “barbaro costume” di utilizzare materiali di demolizione come fondo per la viabilità forestale

TRENTO. Plastica e residui di demolizioni portati fino nel cuore dei boschi. Vengono diffusi in gran quantità o per riempimenti di scavi su piste di sci o come fondo sulle strade forestali, ormai ovunque. L'allarme è stato lanciato da Luigi Casanova, presidente di Mountain Wilderness Italia che sottolinea come ci si trovi davanti a “uno scempio, paesaggistico e inquinamento diffuso fino nei luoghi più intimi e sacri della natura. Si tratta di materiale proveniente da demolizioni di edifici: piastrelle, mattoni, cementi frantumati, e tanta, tanta plastica di impianti elettrici, di tubazioni, di acquedotti”.
Mountain Wilderness Italia ha diffuso delle fotografie che sono state scattate nei giorni scorsi a Cavalese.
“Si sta lavorando al solito ampliamento della pista di sci e – spiega Casanova - si ripete frequentemente questa modalità di intervento. I residui edili sono sparsi lungo una pista che porta agli scavi nell’area sciabile, e perfino sulle strade boschive. Questi materiali sono stati portati un po’ ovunque sulle strade forestali di Fiemme e Fassa, specialmente in quelle gestite dai comuni, fino in alte quote”.
Una situazione che sta preoccupando non poco e rischia di danneggiare ancora una volta l'ambiente. Mountain Wilderness Italia parla di “barbaro costume” di utilizzare materiali di demolizione come fondo per la viabilità forestale.
“Ormai – continua Casanova - stiamo portando i segni di questa povera umanità anche nei luoghi più sacri, si tratta di una vera e propria profanazione della natura. Diranno sindaci e controllori: ma è tutto legale, addirittura si tratterebbe di materiali certificati. Forse è così, ma la consuetudine di arrivare a inquinare, in modo legale? perfino foreste e pascoli dovrebbe farci rabbrividire. Certo in Italia le leggi non vengono fatte per garantire i cittadini o i beni pubblici o l’ambiente naturale, ma per sostenere interessi privati di imprese e imprenditori. Prima di dover camminare perfino sui sentieri plastificati, non sembra sia venuto il momento di portare il legislatore, nazionale e regionale (o provinciale) a modificare in modo drastico queste normative e a potenziare i controlli sul territorio?”.














