Encefalite da zecca: già due casi sulle Dolomiti venete. Una 70enne muore dopo il morso dell'artropode in Sardegna
Anche quest'anno, dice in una nota le Regione Veneto, con l'approssimarsi della stagione calda sta ricomparendo in alcune zone del territorio il fenomeno della presenza delle zecche: dall'encefalite da zecca alla malattia di Lyme, dicono le autorità sanitarie, il loro morso può comportare diversi rischi. Intanto in Sardegna una donna è morto a causa dell'infezione provocata dal morso di un artropode

BELLUNO. “Ad oggi, nel 2022, sono stati notificati due casi di Tbe (tick-borne encephalitis) dalla Ulss 1 Dolomiti, di cui uno residente nella Provincia di Trento, mentre nel 2021 le notifiche sono state 6 per encefaliti da zecche e 9 infezioni da Tbe”. A riportare i dati è la Regione Veneto, in una nota nella quale si specifica che “anche quest'anno, con l'approssimarsi della stagione calda, di cui si è già avuto un assaggio, sta ricomparendo in alcune parti del Veneto il fenomeno della presenza delle zecche”.
Il morso degli artropodi, spiegano le autorità sanitarie, è pressoché indolore ma può provocare alcune malattie. “Dal 2019 – si legge nella nota - la Regione garantisce la vaccinazione anti-encefalite da zecche (Tbe) disponendo la gratuità della stessa, su richiesta per tutte le persone residenti nell’Azienda Ulss 1 Dolomiti (Provincia di Belluno). Nel resto del territorio regionale è offerta gratuitamente ai soggetti appartenenti ad alcune categorie a rischio, quali volontari del soccorso alpino e volontari della Protezione Civile. Nelle zone a moderata e bassa endemia delle altre Ulss del Veneto, verrà resa disponibile ad un prezzo agevolato, di euro 25 a dose”.
Per approfondire la portata del problema sul territorio Trentino, negli scorsi giorni il Dolomiti aveva contattato la dirigente dell'Unità operativa di igiene e sanità pubblica del Dipartimento di prevenzione dell'Apss Maria Grazia Zuccali, che aveva sottolineato come negli ultimi anni il numero di casi di malattia di Lyme e di Tbe in Provincia di Trento siano aumentati (Qui Articolo).
Tra i rischi connessi al morso delle zecche però ci sono anche altre malattie, come la rickettsiosi, la grave infezione che nella giornata di ieri ha portato al decesso di una 70enne di Ulassai, in Sardegna. La donna era stata ricoverata diversi giorni fa dopo il morso di una zecca, presentandosi all'ospedale con febbre molto alta, mal di testa e dolori muscolari e alle articolazioni. Nonostante le terapie somministrate tempestivamente dal personale medico, la donna alla fine non ce l'ha fatta.
Oltre alla vaccinazione, dicono gli esperti, esistono alcune precauzioni per ridurre significativamente la possibilità di venire a contatto con le zecche, o almeno per individuarle rapidamente, prima che possano trasmettere una malattia. In generale, è consigliato:
- indossare abiti chiari (perché rendono più facile l’individuazione delle zecche), coprire le estremità, soprattutto inferiori, con calze chiare (meglio stivali), utilizzare pantaloni lunghi e preferibilmente un cappello
-evitare di strusciare l’erba lungo il margine dei sentieri, non addentrarsi nelle zone in cui l’erba è alta
-al termine dell’escursione, effettuare un attento esame visivo e tattile della propria pelle, dei propri indumenti e rimuovere le zecche eventualmente presenti. Le zecche tendono a localizzarsi preferibilmente sulla testa, sul collo, dietro le ginocchia, sui fianchi
-trattare sempre gli animali domestici (cani) con appositi prodotti contro le zecche, soprattutto a ridosso di una escursione
-controllare, scuotere ed eventualmente spazzolare gli indumenti prima di portarli all’interno delle abitazioni per poi lavarli.
Inoltre, in commercio esistono repellenti per insetti e anche per scoraggiare l’attacco delle zecche (a base di DEET o N-dietiltoluamide e Icaridina o KBR3023).












