Farmacie in difficoltà con i medicinali: mancano i principi attivi. Unifarm: ''Rincari e problemi di produzione. Attenzione nelle consegne anche in Trentino''
Pochi giorni fa l'Agenzia Italiana del Farmaco ha aggiornato la lista dei “medicinali attualmente carenti” e sono molti quelli segnati a causa di problemi produttivi. Cappelletti: "Le consegne di alcuni medicinali sono state ritardate perché le aziende non riuscivano a trovare l'alluminio per realizzare le bustine"

TRENTO. “Anche da noi l'attenzione è alta. Le carenze sono legate alla situazione geopolitica che stiamo vivendo e che sta inevitabilmente colpendo anche questo settore”. Lo conferma a il Dolomiti Paolo Cainelli, presidente di Unifarm. In Trentino, come nel resto d'Italia, si sta registrando una carenza di farmaci. Dall’ibuprofene al paracetamolo in sciroppo ma anche tanti altri medicinali, antidepressivi, antipertensivi e diuretici. Molti sono quelli usati per l'età pediatrica. In tutto sono circa 3mila i medicinali di cui è stata denunciata la carenza da parte delle associazioni regionali dei farmacisti.
Pochi giorni fa l'Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato la lista dei “medicinali attualmente carenti” e basta scorrerla per capire che le motivazioni più frequenti sono "problemi produttivi, l'elevata richiesta e la distribuzione contingentata". (QUI LA LISTA)
Due sono le cause principali: “Da un lato – ci spiega Cainelli – abbiamo la differenza dei prezzi per alcuni farmici in Italia rispetto all'estero che provoca il fenomeno dell'esportazione. Dall'altro i rincari delle materie prime e dei trasporti”.
Il primo problema viene chiamato anche “importazione parallela dei medicinali”. L'importazione è un’opportunità quando lo stesso medicinale, commercializzato in più stati membri, presenta divergenze di prezzo che consentono ad uno stato di importare il prodotto ad un prezzo più basso. “E' un fenomeno conosciuto – spiega il presidente e Unifarm– alcuni distributori o grossisti acquistano in Italia i farmaci a prezzi più bassi rispetto altri Stati grazie alla contrattazione messa in atto dal sistema sanitario nazionale. Poi li rivendono agli altri Paesi”. Questo, di fatto, porta spesso alla carenza di questi farmaci per l'Italia ed è un problema sul quale si è cercato di intervenire anche livello legislativo mettendo un freno all'esportazione di determinati medicinali ma questo non è stato del tutto risolutivo.
Il secondo problema, quello che si sta sentendo molto in questi ultimi mesi, è l'aumento del costo delle materie prime, dei materiali di confezionamento e i rincari energetici che si riflettono anche sul processo produttivo dei medicinali. “Ci sono stati anche errori di programmazione da parte delle aziende in seguito alla pandemia oltre a consumi anomali di farmaci. In estate – spiega il presidente di Unifarma – sono stati venduti medicinali 'invernali'. Recuperare la programmazione non è semplice e ci vuole tempo”.
Una situazione, insomma, difficile soprattutto per chi deve rifornire le farmacie sul territorio. “Come Unifarm – spiega il presidente – due anni fa eravamo alle prese con le mascherine ed ora con la carenza di medicinali. Cerchiamo di garantire una distribuzione capillare fungendo anche da regolatori in qualche modo del mercato”.
E' bene chiarire che gli addetti al settore parlano di situazione alla quale bisogna fare “massima attenzione” ma nessuno si spinge a parla di “allarme”. L'impegno delle farmacie è quello di riuscire a trovare il farmaco richiesto anche se questo, magari, richiede più tempo del solito. Alcuni negozi con laboratorio hanno potuto, per determinati farmici dopo il via libera a livello nazionale, avviare la produzione “in casa”.
A confermare la carenza di medicinali è anche il vice presidente dell'Ordine dei Farmacisti, Davide Cappelletti. “La difficoltà non sono nuove – ci spiega - ma fino a qualche tempo fa erano pochi i medicinali coinvolti e non balzavano all'attenzione. Ora, però, il fenomeno va a colpire diversi farmaci per terapie croniche”.
Le carenze e i ritardi nelle consegne si stanno registrano a macchia di leopardo su tutto il territorio. “Determinati principi – spiega Cappelletti - sono prodotti da poche aziende e se vanno in crisi si blocca l'intero sistema. Ma non solo. Di recente le consegne di un medicinale anti-reflusso erano in ritardo perché non riuscivano a trovare l'alluminio per realizzare le bustine. Così soffre tutta la produzione”.
Fondamentale in questi casi diventa la rete di farmacie che nel corso degli anni è stata costruita sul territorio e la sempre maggiore professionalità di chi ci lavora. “Quando c'è la carenza di un medicinale ci attiviamo subito. Nel caso del Nurofen è arrivata l'autorizzazione di produrlo in laboratorio mentre in alcuni casi si è riusciti a trovarlo contattando altre farmacie” spiega Davide Cappelli.
Alcune carenze possano creare preoccupazione visto che nelle prossime settimane arriverà l'influenza. “C'è attenzione – spiega il vicepresidente dell'Ordine dei Farmacisti - ma non ci deve essere allarmismo”.












