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Belluno
15 dicembre | 17:40

Grosso sversamento di gasolio nelle fogne, in tilt l'impianto di depurazione. ''Ci vorranno settimane e almeno 100mila euro per ripristinarlo''

Lo sversamento è avvenuto nella rete fognaria di Cencenighe e ora il depuratore che serve tutta la zona è in stallo. I tecnici sono al lavoro anche per risalire al luogo dove il combustibile è stato smaltito illegalmente. ''Situazione analoga si è verificata anche al depuratore di Pieve di Cadore poco meno di due mesi fa. Per riattivarlo, è stata necessaria una spesa di oltre 200mila euro e un mese di lavoro. Abbiamo presentato denuncia contro ignoti''

di Redazione

CENCENIGHE AGORDINO. Danni per almeno 100mila euro causati da un ingente sversamento di gasolio avvenuto dentro la rete fognaria di Cencenighe, nell'Agordino. I danni si sono concentrati nel depuratore di Morbianch che tratta i reflui dell'intero territorio comunale e nel weekend dell'Immacolata si è trovato a dover affrontare questa grande quantità di sostanza oleosa. L'impianto è fuori uso da giorni e lo rimarrà sicuramente per altre settimane. Al lavoro i tecnici di Bim Gsp, la società pubblica, che gestisce il servizio idrico integrato in provincia di Belluno.

 

Il danno è stato accertato lunedì mattina durante un sopralluogo alla struttura per le verifiche gestionali di routine. Pronta e tempestiva la segnalazione al dipartimento Arpav di Belluno, che ora, in sinergia con la società, ha avviato le indagini e sta analizzando l’accaduto per capire dove sia avvenuto l’ingresso del combustibile. Una volta accertata la provenienza, anche grazie alla collaborazione di privati e delle istituzioni del territorio, si potranno determinare le responsabilità e adottare le misure del caso.

 

Oltre 100mila euro la stima preliminare dei costi che Gsp dovrà sostenere per asportare e smaltire i fanghi contaminati e per ripristinare la corretta funzionalità del comparto di trattamento biologico dei reflui. ''Questo episodio – spiega Attilio Sommavilla, presidente di Bim Gsp - non unico purtroppo nel territorio bellunese, ha procurato un grave danno non solo economico, visti i costi che dovranno essere sostenuti per ripristinare la funzionalità dell’impianto, ma anche ambientale, considerato il blocco temporaneo del processo depurativo. Situazione analoga si è verificata, ahimè, anche al depuratore di Pieve di Cadore poco meno di due mesi fa. Per riattivarlo, è stata necessaria una spesa di oltre 200mila euro e un mese di lavoro, e le indagini, ancora in corso, oggi sono a buon punto: abbiamo, comunque, presentato denuncia contro ignoti''.

 

''In ogni caso – conclude Sommavilla - che sia dolo o guasto involontario, poco importa, sono atti di inciviltà verso la collettività, l’ambiente e la salute dei cittadini. Hanno un caro prezzo che alla fine paghiamo tutti: per questo, continueremo a perseguirli con severità e rigore. I depuratori, non va dimenticato, assicurano restituzione in natura di acqua pulita: sono opere indispensabili per la tutela degli ecosistemi e la salvaguardia del territorio. Vanno protetti, quindi, e lo possiamo fare solo utilizzando correttamente la rete fognaria: sostanze dannose, come idrocarburi o altro, vanno smaltiti in altro modo''.

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