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| 02 feb 2022 | 19:27

Il dossier dell’associazione: “In una sola stagione oltre 60 gravi incidenti di caccia e 11 vittime”

Dal Veneto al Trentino fino alla Sicilia passando per Toscana, Lazio e le altre regioni italiane: solo tra i cacciatori si contano 43 feriti e 11 morti durante le battute di caccia

Il dossier dell’associazione: “In una sola stagione oltre 60 gravi incidenti di caccia e 11 vittime”
Foto d'archivio
di Redazione

TRENTO. Per molti versi è simile a un bollettino di guerra il dossier pubblicato dall’Associazione “Vittime della Caccia” a conclusione della stagione venatoria 2021/2022. Nel documento una serie di dati allarmanti che riguardano gli incidenti legati a questa attività: complessivamente si parla di 90 incidenti, 72 in ambito venatorio e 18 in ambito extravenatorio.

 

Tra i non cacciatori infatti, sono state 35 le persone coinvolte di cui 23 feriti (19 in ambito venatorio). Si contano però anche 12 morti in ambito extravenatorio, cioè vittime di omicidi o incidenti legati alla detenzione di fucili da caccia. In alcuni casi sono stati coinvolti anche dei minori. Sono invece 43 i feriti e 12 i morti tra i cacciatori (11 decessi sono avvenuti in ambito venatorio e uno in ambito extravenatorio).

 

“Questi dati – si domandano dall’associazione – continueranno a lasciare indifferenti istituzioni e legislatori?”. Secondo gli attivisti che monitorano il fenomeno è troppo facile accedere a un’arma, anche per chi ha più di 80 anni. Per i soli incidenti di caccia sono stati necessari almeno 35 interventi di elisoccorso con spiegamento di mezzi e uomini.

 

“Nulla di nuovo – il commento dell’associazione – cacciatori che non rispettano le distanze di sicurezza, che invadono spazi privati, minacciano cittadini inermi, sparano agli animali domestici, uccidono i propri cari o maneggiando incautamente le loro armi da caccia”. Poi ci sono i reati come bracconaggio e altri illeciti che vede maggiormente coinvolta la fascia d’età che va dai 51 ai 70 anni.

 

Tra i feriti si contano persone che stavano svolgendo altre attività quando sono state colpite da proiettili (o rose di pallini) vaganti. “C’è chi andava per funghi o chi stava raccogliendo olive – sottolineano gli attivisti – oppure si trovavano nel proprio giardino. In altri casi le persone hanno dovuto assistere impotenti all’uccisione dei propri animali d’affezione”

 

La Toscana è stata la regione con il più alto numero di vittime, ben 13, seguita dal Lazio con 11. Per il Trentino si cita il caso di un cacciatore di 62 anni che si era ferito alla gamba dopo un colpo di fucile partito accidentalmente: l’uomo si trovava in una zona impervia del Monte Cadino in val di Fiemme e per recuperarlo intervenne l’elicottero.

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