Il ghiacciaio dell’Adamello si ritira ed emerge un intero deposito di munizioni di artiglieria: le operazioni di recupero dell’esercito
Gli specialisti del 2° reggimento genio guastatori della Brigata Alpina “Julia” hanno recuperato centinaia di ordigni dal ghiacciaio dell’Adamello

PINZOLO. Sono centinaia gli ordigni recuperati dagli specialisti del 2° reggimento genio guastatori della Brigata Alpina “Julia” che in questi giorni si trovano sull’Adamello per le operazioni di bonifica. Come confermato dagli esperti della Sat, che erano presenti sul posto, la maggior parte delle munizioni sono state nella zona della Vedretta di Nardis.
Da tempo con il progressivo scioglimento del ghiacciaio riemergono resti della Prima guerra mondiale, questa volta però sono stati individuati dei veri e propri e depositi di munizioni. Sul posto infatti si trovava una postazione di artiglieria austroungarica. Durante la ritirata i cannoni presenti sul posto vennero resi inservibili ma la neve aveva coperto le munizioni “salvandole” dall’azione dei cosiddetti recuperanti.
Altro materiale recuperato riguarda i proiettili di alcune bombarde italiane. Tra l’altro durante le operazioni di recupero non sono mancati i distacchi di alcuni massi, lasciati scoperti dal ghiacciaio in ritirata.
Per oltre un secolo dunque le munizioni sono rimaste sepolte fino a quando con lo scioglimento del ghiacciaio i proiettili si sono in parte sparpagliati sulla morena glaciale. Le operazioni di bonifica sono state condotte in completa sicurezza, gli alpini sono stati affiancati dal personale di guardia di finanza, del soccorso alpino, carabinieri, Croce rossa e dai volontari della Sat.












