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| 18 ago 2022 | 19:57

Il Tar boccia il piano regolatore di Mori approvato dalla Provincia. La Pat fa ricorso alla Consulta

Se l’approvazione della variante, secondo la valutazione di Comune e Provincia, è avvenuta nei termini previsti dalla legge, il Tar ha invece eccepito che il termine per l’adozione definitiva da parte del commissario ad acta non è stato rispettato. La Provincia vuole far valere le sue prerogative sull'autonomia in materia di urbanistica

Il Tar boccia il piano regolatore di Mori approvato dalla Provincia
di Redazione

TRENTO. Il Tar ha annullato il Piano regolatore generale di Mori e la Provincia ha deciso di fare ricorso alla Consulta. La Pat, infatti, intende difendere quelle che ritiene essere le proprie prerogative, in tema di autonomia, in materia di ordinanze su temi di competenza primaria come quello dell’urbanistica. Per questo è stato deciso che supporterà il Comune di Mori nella complessa vicenda sorta attorno al Piano regolatore generale del centro vallagarino, annullato dal Tar di Trento, e dunque portando la questione all’attenzione della Corte costituzionale valutando apposito ricorso.

Il presidente della Provincia Fugatti ha incontrato sul tema il sindaco di Mori Barozzi, il vicesindaco, l’assessore all’urbanistica e i funzionari comunali, assieme ai dirigenti provinciali di Avvocatura della Provincia, Dipartimento territorio e trasporti, ambiente, energia, cooperazione e Servizio urbanistica.

 

L’annullamento del Tar interessa la quarta variante al Prg approvata nel 2021 con delibera della Giunta provinciale. Il contenzioso era sorto in seguito al ricorso presentato da un’azienda. Se l’approvazione della variante, secondo la valutazione di Comune e Provincia, è avvenuta nei termini previsti dalla legge, il Tar ha invece eccepito che il termine per l’adozione definitiva da parte del commissario ad acta non è stato rispettato.

 

La Provincia, ha precisato il presidente, intende dunque agire attraverso i passaggi concordati con il Comune. Esprimendo una forte posizione e adottando iniziative concrete, sulla base delle valutazioni condotte dai servizi provinciali, per difendere le competenze della stessa Amministrazione provinciale. Prerogative in questo caso relative alle ordinanze del presidente che nella fase più drammatica del Covid hanno permesso agli enti locali di portare a compimento le modifiche urbanistiche, necessarie per lo sviluppo del territorio di riferimento.

 

Sempre in base a quanto condiviso nel confronto, anche il Comune condurrà gli approfondimenti necessari per difendere la propria posizione, se necessario facendo ricorso al Consiglio di Stato e chiedendo la sospensiva dell’annullamento.
Da parte del sindaco di Mori è stata espressa soddisfazione per gli esiti del confronto e per la decisione della Provincia di valutare l’impugnazione presso la Corte costituzionale. È necessario infatti, questo il messaggio espresso dal primo cittadino, difendere la stessa Autonomia trentina. Di concerto con Piazza Dante anche il Comune si muoverà per sostenere la propria posizione in relazione alla tutela degli interessi della comunità.

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