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Piano regolatore, a Trento il ricorso al Tar della destra: “Lesi i nostri diritti di consiglieri”. La replica: “Rispettate le prerogative del Consiglio”

Trento Unita, Fratelli d'Italia e Lega hanno annunciato oggi d'aver depositato un ricorso al Tar per contestare la legittimità di un provvedimento di Giunta relativo agli obiettivi del Piano regolatore. La riposta dell'Amministrazione non si è fatta attendere: “La Giunta non si è sostituita in alcun modo al Consiglio comunale che sarà chiamato a discutere e ad approvare i contenuti della variante 2022-2023 in fase di costruzione”

Di F.S. - 02 dicembre 2022 - 10:20

TRENTO. Piano regolatore, da Trento Unita, Fratelli d'Italia e Lega arriva un ricorso al Tar per contestare la legittimità di una delibera di Giunta relativa agli obiettivi del Prg. Delibera che, secondo i firmatari del ricorso, avrebbe in sostanza approvato gli obiettivi del Prg del capoluogo senza coinvolgere però il Consiglio comunale. Dopo l'annuncio non si è però fatta attendere la risposta dell'Amministrazione del capoluogo, che in una nota ha ribadito di non essersi sostituita in alcun modo al Consiglio comunale “che sarà chiamato a discutere e ad approvare i contenuti della variante 2022-2023 in fase di costruzione”.

 

Il documento oggetto di ricorso è la deliberazione della Giunta comunale di Trento del 28 luglio 2022 relativa, come detto, in sostanza agli obiettivi del Prg del capoluogo. “Abbiamo fatto valutare la questione da un avvocato urbanista del Foro di Rovereto – spiega a il Dolomiti Andrea Merler (Trento Unita) – Andrea Dalponte, chiedendo un parere. Ci ha risposto che esistevano i margini per impugnare la delibera per l'illegittimità della stessa. Il ricorso, voglio sottolineare, è stato redatto per tutelare il nostro diritto di consiglieri, che è stato limitato, di poter analizzare ed incidere sugli obiettivi del piano, un'attività che la norma prevede sia prerogativa del Comune, e quindi del Consiglio comunale”.

 

Gli obiettivi, continua Merler: “Si muovono in una logica programmatoria. La delibera in questione approva di fatto l'orizzonte all'interno del quale possono muoversi, nell'ambito del Piano regolatore, sia i cittadini (per quanto riguarda le loro osservazioni) sia i consiglieri (per quanto riguarda le loro attività). Ma al di fuori di quegli obiettivi non ci si può muovere. Si tratta di un limite diciamo, che si auto-impone chi deve approvare l'atto, in questo contesto il Consiglio. Siamo quindi davanti ad una lesione dei nostri diritti di consiglieri inaccettabile. Oggi abbiamo voluto evidenziare alla città, in tono totalmente pacato, proprio questo: i motivi per i quali abbiamo considerato leso il nostro diritto, visto che come consiglieri non abbiamo potuto incidere sugli obiettivi di piano”. “Avevamo chiesto un Consiglio straordinario sulla questione – aggiunge Giuseppe Urbani (FdI) – dove ognuno ha spiegato le sue posizioni senza però trovare un punto d'accordo. Ciò che ci ha spinto a presentare questo ricorso è la volontà di ridare dignità all'attività di consigliere comunale. Non abbiamo intenzione di avanzare alcuna richiesta di sospensiva, che in caso dovrebbe spettare proprio al Comune per cautelare sé stesso”.

 

Come detto però, la risposta del Comune non si è fatta attendere: ecco la replica integrale dell'Amministrazione del capoluogo.

 

In relazione al ricorso al Tar contro la variante tecnica al Prg, è opportuno ribadire che la Giunta non ha approvato la variante al Prg, ma ha solo dato avvio alla procedura nei modi e nei termini previsti dalla legge. La Giunta non si è dunque sostituita in alcun modo al Consiglio comunale che sarà chiamato a discutere e ad approvare i contenuti della variante 2022-2023 in fase di costruzione. C’è poi da aggiungere che gli obiettivi della variante urbanistica sono per lo più di carattere tecnico e non sono stati individuati dalla Giunta, ma sono stati approvati dal Consiglio comunale nel 2018. Non essendo stati recepiti integralmente dalla variante al piano regolatore generale 2019, la Giunta ha deciso di recuperarli per rimediare anche ad alcune difformità cartografiche e al non completo allineamento con il sistema pianificatorio provinciale che compromette la possibilità di impostare future varianti sostanziali.

 

L’argomento è stato naturalmente discusso in commissione urbanistica, che ha avuto a disposizione tutta la documentazione della variante, compresa quella riguardante per esempio l’integrazione nel Prg della carta del paesaggio e la schedatura dei più rilevanti edifici contemporanei individuati già dalla variante 2019. Il Consiglio comunale riunito in seduta straordinaria ha respinto la richiesta di bloccare l’iter proprio proprio in ragione del fatto che non sono state lese le prerogative dei Consiglieri a cui spetta l’adozione della variante stessa.

 

Tra gli obiettivi urbanistici approvati dal Consiglio comunale nel 2018 c’è anche “lo stop al consumo di suolo, coerentemente con gli indirizzi della legge urbanistica provinciale, che prende atto della natura del suolo quale bene comune e risorsa non rinnovabile e afferma la necessità di favorire il riutilizzo, la rigenerazione ed eventualmente la densificazione dell'esistente”. A ciò si aggiunge “la conseguente salvaguardia e la valorizzazione del territorio agricolo e rurale, la razionale distribuzione delle attività al fine di una mobilità efficiente, il freno alla dispersione delle urbanizzazioni”. Non rientra dunque tra gli obiettivi della variante – e non lo potrebbe essere in nessun modo, visto il suo carattere tecnico – la trasformazione di aree agricole in edificabili, che peraltro è espressamente vietata dalla legge urbanistica provinciale.

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