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| 15 mar 2022 | 10:00

IL VIDEO. Trento, per piazza Portela e da Vinci pronta l'ordinanza anti-alcol. Ianeselli: ''Episodi di aggressione? Non sottovalutiamo ma usiamo i termini corretti''

Il sindaco si riferisce ad un episodio denunciato sui social. Da un lato invita i cittadini a frequentare le piazze dall'altro ad usare un linguaggio corretto nel raccontare la città: "Non significa sottovalutare quello che succede ma trovare sempre i modi giusti per raccontarlo e descriverlo. Questo per non creare ulteriori paure''

di Redazione

TRENTO. Una nuova ordinanza che vieterà il consumo dell'alcol in piazza della Portela e in piazzetta Leonardo da Vinci a Trento. Ad annunciarlo è il sindaco di Trento, Franco Ianeselli.  “Il divieto – ha spiegato il sindaco – serve per fare in modo che ci sia una migliore possibilità di frequentazione positiva da parte delle persone”.

 

Ianeselli fa riferimento ad  un episodio raccontato da un cittadino sui social che è avvenuto nella piazzetta della Portela dove l'uomo si era recato accompagnando una donna ucraina assieme ai figli per aiutarla ad acquistare una sim.

 

Qui sarebbe avvenuta, secondo il racconto fatto sui social, l'aggressione verbale ad opera di una terza persona che prima se la sarebbe presa con i bambini che stavano giocando vicino alle aiuole e poi direttamente con lui fino ad arrivare quasi a minacciarlo. “La piazzetta serve a noi per lavorare!” si sarebbe sentito dire, aggiungendo poi che comprendeva “benissimo di quale lavoro si tratta”.

 

Qui il post completo

La vicenda è stata ripresa anche dal quotidiano l'Adige che ha riportato il post del cittadino integralmente, con quel termine “di colore” ribadito più volte che non rende giustizia al livello di civiltà cui aspira Trento e la sua comunità.  

 

“Qui il punto – ha spiegato il sindaco Ianeselli - non è se queste persone sono 'di colore o non di colore', riguarda il fatto se uno sia importunato o meno. Queste piazze devono essere frequentate ed invito i cittadini a frequentarle. Si tratta di raccontare anche il volto buono che c'è. L'ostello che sta ospitando i profughi è uno degli esempi di solidarietà che la città conosce da anni”.

 

Raccontare la città anche utilizzando un linguaggio corretto. “Non significa sottovalutare quello che succede ma trovare sempre i modi giusti per raccontarlo e descriverlo. Dando informazioni in modo esatto senza rischiare di impaurire ancora di più le persone”.

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