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In Trentino oltre 800 incidenti stradali e 25 vittime: la causa è una guida distratta. Aci: "Al Giro d'Italia per rimarcare i troppi scontri mortali che coinvolgono le due ruote"

Sono stati registrati inoltre 94 pedoni investiti, 135 biciclette coinvolte in incidenti, a cui se ne aggiungono due elettriche, ma anche un monopattino secondo i dati riportati da Aci nella sua campagna per la sicurezza stradale #rispettiamoci, promossa in occasione del Giro d'Italia. Dalmeri: "Ognuno di noi può giocare un ruolo chiave per rendere più sicure le nostre vie di comunicazione"

Di F.C. - 24 maggio 2022 - 12:06

LAVARONE. Nel 2020 sono stati 880 gli incidenti stradali che hanno portato a 25 vittime in provincia di Trento. Sono stati registrati inoltre 94 pedoni investiti, 135 biciclette coinvolte in incidenti, a cui se ne aggiungono due elettriche, ma anche un monopattino. La causa principale è una guida distratta. Sono questi alcuni dei dati riportati dall'Automobile Club d'Italia nella sua campagna per la sicurezza stradale #rispettiamoci, promossa in occasione del Giro d'Italia e della sua immancabile tappa in Trentino, che quest'anno sarà la 17esima tra Ponte di Legno e Lavarone.

 

 

"Da sempre abbiamo a cuore la mobilità di tutti gli utenti della strada e non solo degli automobilisti - dichiara Fiorenzo Dalmeri, presidente dell'Automobile Club di Trento - dal momento che ognuno di noi può giocare un ruolo chiave per rendere più sicure le nostre vie di comunicazione". 

 

La campagna di sensibilizzazione giunge alla sua quarta edizione, ponendosi come obiettivo indirizzare verso i corretti comportamenti di guida, specie quando gli automobilisti incontrano chi pedala o i pedoni.

 

"Il passaggio del Giro d’Italia in Trentino - prosegue Dalmeri - è l’occasione per ricordare che ci sono ancora troppi incidenti che coinvolgono le due ruote con esiti mortali: le notizie di questi ultimi giorni ce lo confermano e perciò è bene ricordare che la strada è di tutti e che tutti abbiamo il dovere di rispettarne in modo rigoroso le regole".

 

I numeri degli incidenti invitano a riflettere sulla sicurezza delle nostre strade, in particolare a tutela dei ciclisti, dei pedoni e della micro-mobilità in costante crescita.

 

Nella Provincia di Trento, nel 2020, si sono registrati 880 incidenti stradali, le cui conseguenze hanno portato a 25 decessi (stesso numero rilevato nel 2019, a fronte però di 1.375 incidenti) e a 1.177 feriti gravi. A perdere la vita sono stati 23 uomini e 2 donne, in ben 17 casi su strade provinciali/ regionali/statali al di fuori dei perimetri urbani, mentre la principale concausa degli incidenti (addirittura 253 nei soli mesi estivi di luglio e agosto, i più pericolosi secondo i dati) è stata la guida distratta.

 

Per quanto concerne l'utenza vulnerabile, invece, i pedoni investiti nel corso del 2020 che abbiano riportato lesioni gravi (oltre i 40 giorni di prognosi) sono stati 94, coinvolte in incidenti stradali anche 135 biciclette, un monopattino e due bici elettriche.

 

I dati a disposizione riguardano il 2019, anno oramai definito pre-pandemico, e il 2020, l’anno della pandemia da Covid-19, in cui si è registrata una forte diminuzione del traffico e degli spostamenti, dovuti al lockdown totale e parziale. Nella loro differenza di parametri il 2019, il 2020 e il 2021 (seppur non ancora pienamente elaborato statisticamente) rappresentano un focus interessante per porre le basi per una maggiore prevenzione degli incidenti.

 

Nel 2019 abbiamo assistito a un leggero incremento nelle percorrenze medie annue, con un aumento del 5,6% rispetto al 2018. La vendita di biciclette e di e-bike nel 2019 è aumentata del 7% rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto alla diffusione proprio delle e-bike, da sole cresciute del 13% (passando da 173mila a 195mila pezzi venduti, con 1.713 milioni di unità in totale).

 

Aumenta anche l’uso di altre forme di micromobilità elettrica, in particolare i monopattini (più di 100.000 in uso in Italia), che ai fini della circolazione stradale sono stati equiparati alle biciclette (legge 160 del 27 dicembre 2019). Tutto questo però è stato inaspettatamente e improvvisamente superato nel 2020, con l’arrivo della pandemia da Covid-19 che ha letteralmente stravolto le abitudini di tutti, con forti ripercussioni sulla mobilità che continueranno a protrarsi nel prossimo futuro.

 

Si assiste a una forte ascesa della bicicletta come mezzo di trasporto: nel 2020 le vendite hanno raggiunto più di 2.000.000 di pezzi, con un aumento del 17% rispetto al 2019, mentre le vendite di e-bike sono aumentate addirittura del 44%. Tra i motivi dell’incremento gli incentivi governativi all’acquisto delle bici, ma anche la "necessità di distanziamento" e la "paura di assembramenti sui mezzi pubblici" dovuti alla pandemia. A ciò si aggiunga l’impressionante numero di monopattini elettrici venduti nel 2020: 125.000 (più 140%) solo nei primi sette mesi dell’anno.

 

La ricerca condotta da Isfort mostra come nel periodo post-lockdown (18 maggio-15 ottobre) sia aumentata la quota di mobilità dolce (popolazione che si sposta a piedi, in bicicletta o in monopattino: più 11%) a discapito di tutti i mezzi motorizzati, ma soprattutto del Trasporto Pubblico Locale. In questo contesto, in cui la mobilità ha subito una battuta d’arresto come mai si era verificato prima, un ritorno positivo è sicuramente dato dalla diminuzione di incidenti stradali, dovuta alla minore esposizione al rischio.

 

La prima metà del 2021 evidenzia il recupero della quota modale dell’auto, ormai ai livelli pre Covid, rispetto alla mobilità dolce, in riassestamento dopo la grande crescita del 2020. Anche dal mercato provengono gli stessi segnali: dopo un boom di vendite di biciclette nel 2020, il mercato complessivo nel 2021 ha segnato una flessione del 2%, pur essendo aumentate le vendite di e-bike.

 

Per quanto riguarda l'incidentalità, da un'analisi sui dati della polizia locale dei grandi Comuni disponibili, si registrano valori pressoché stabili rispetto al 2020 o al più in lieve aumento, soprattutto nell'ultimo trimestre. L’aumento delle velocità durante, inoltre, la pandemia è stato registrato in tutti i principali Paesi europei. Da considerare anche l’aumento delle sanzioni elevate ai ciclisti, in relazione al maggior uso di questo mezzo.

 

"Per questo ogni anno siamo presenti sia nelle scuole, - conclude il presidente di Aci Trento - con momenti di educazione stradale per i più giovani, sia in eventi e manifestazioni per la collettività organizzati da Enti e associazioni, per promuovere i valori della sicurezza alla guida".

 

Quest’anno sono previsti uno spot tutorial sulla sicurezza, durante la diretta del Giro d’Italia, e la raccolta di testimonianze nelle sedi di partenza e arrivo di tappa da parte di opinion leader, ciclisti professionisti e leggende del ciclismo nazionale che verranno postate sul portale ufficiale del Giro (Qui il link).

 

Al contempo, la diffusione è assicurata dai canali web (Qui il link) e social di Aci, oltre che da una newsroom per informare i media locali sui numeri degli incidenti nei Comuni e nelle Aree Metropolitane che in questi anni ha sensibilizzato gli automobilisti e i ciclisti sulle regole da rispettare.

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