Incidenti stradali, in un anno oltre 166 mila schianti e 3 mila vittime. In Trentino Alto Adige il tasso di mortalità è superiore alla media nazionale
I dati emergono dal rapporto sull'incidentalità stradale realizzato da Aci-Istat, in totale in regione si registrano 71 morti sulle strade

TRENTO. Sulle strade italiane il numero delle vittime di incidenti è sempre altissimo: nel corso del 2023, seppur si registri un leggero calo rispetto all'anno precedente, oltre 3 mila persone sono morte, con i sinistri che sono stati oltre 166 mila. E in alcuni territori, tra cui la provincia di Bolzano e quella di Trento, l'indice di mortalità è superiore rispetto alla media nazionale.
Nello specifico, lo scorso anno, in provincia di Bolzano e Trento si sono registrati rispettivamente 36 e 35 decessi: in termini percentuali, in controtendenza rispetto alla media nazionale, l'Alto Adige ha registrato un aumento del 9,1%, il Trentino invece del 6,1.
I dati emergono dal rapporto sull'incidentalità stradale realizzato da Aci-Istat che specifica come in tutta la penisola - in un anno in cui le abitudini di spostamento degli italiani sono tornati a livelli pre-pandemia - gli incidenti stradali siano aumentati dello 0,4 per cento (166.525), così come i feriti di mezzo punto percentuale (224.634), a fronte di un numero di morti in calo del 3,8 per cento (3.039). Per rendere meglio l'idea in Italia, nel corso del 2023, si sono verificati 19 incidenti con oltre 25 feriti e 8 morti all'ora. Altissimo poi il costo sociale, pari a 18 miliardi di euro, ai quali se ne aggiungono 4,3 per danni alle cose.

Entrando nei dettagli dello studio, il tasso di mortalità, calcolato in numero di morti su 100 incidenti e che resta più elevato sulle strade extraurbane, risulta molto più alto della media nazionale (fissata a 1,8) in 13 territori: sul triste podio salgono Sardegna (7), provincia di Bolzano (6,7) e provincia di Trento alla pari con il Veneto (6,4). A seguire Emilia-Romagna (6,3), Marche, Lazio e Puglia (6,0), Calabria (5,9), Abruzzo (5,7), Toscana e Molise (5,5), Umbria (5,3).
Ma quali sono le cause principali degli incidenti? Secondo l'analisi il 15,1 per cento sono dovuti a "guida distratta o andamento indeciso", il 12 per cento al mancato rispetto delle precedenze o dei semafori e l'8,4 per cento alla velocità troppo elevata: complessivamente queste tre componenti sono responsabili di 80.057 incidenti, il 36,5 per cento del totale.
Ad essere osservato, per quanto riguarda le vittime di incidenti, è come queste siano aumentate nel 2023 per i conducenti di monopattini (+31,3%) e biciclette (+8,1%), mentre siano calate quelle per i conducenti di biciclette elettriche (-40%), stabili invece i pedoni: nello specifico sono deceduti 21 conducenti di monopattino, 212 ciclisti di cui 12 su bici elettrica e 485 pedoni.
Un ultimo aspetto messo in evidenza dallo studio è poi quello relativo alle sanzioni per violazione alle norme di comportamento stradali, aumentate dall'anno precedente del 20,3 per cento. In totale, nei capoluoghi di provincia, sono state più di 6,8 milioni: in cima alla classifica le violazioni alla disciplina della sosta e l'eccesso di velocità, che risultano le più sanzionate. Al terzo posto, invece, l’inosservanza della segnaletica orizzontale e semaforica.













