Insulti sessisti a “la Betola” a Pergine Valsugana, il gruppo Donne Fipe: “Gesto ignobile, ci auguriamo che i responsabili paghino”
“Le donne imprenditrici della ristorazione – dice la presidente del Gruppo Valentina Picca Bianchi – rappresentano il 52% del settore e portano un contributo assolutamente fondamentale tra mille difficoltà, spesso facendo i salti mortali per gestire lavoro e famiglia. Ogni forma di violenza di genere, come quella perpetrata nei confronti delle nostre colleghe del Trentino, è inaccettabile”
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PERGINE VALSUGANA. I fatti risalgono a qualche giorno fa, quando sul muro del locale “la Betola” a Pergine Valsugana sono apparse una serie di pesanti offese sessiste (con la presenza anche di alcuni disegni di falli) rivolte alla titolare dell'attività e alle sue due collaboratrici: oggi la condanna del grave e violento atto vandalico arriva anche da Confcommercio, con il gruppo Donne Fipe che esprime la massima solidarietà alle donne vittime degli insulti.
“Le donne imprenditrici della ristorazione – dice la presidente del Gruppo Valentina Picca Bianchi – rappresentano il 52% del settore e portano un contributo assolutamente fondamentale tra mille difficoltà, spesso facendo i salti mortali per gestire lavoro e famiglia. Ogni forma di violenza di genere, come quella perpetrata nei confronti delle nostre colleghe del Trentino, è inaccettabile”.
L'augurio dell'associazione, dice la presidente, è che “questi criminali paghino per questo gesto ignobile e che episodi come questo non si ripetano mai più. Il progetto #sicurezzavera, promossa dal Gruppo Donne e dalla polizia di stato, che sicuramente farà tappa in Trentino come simbolo tangente di solidarietà e impegno, ha l'obiettivo di costruire una rete di promozione e diffusione della cultura di genere”.
La presidente dell'Associazione pubblici esercizi del Trentino Fabia Roman ha poi aggiunto: “Questi episodi mostrano come ancora oggi, per le donne, sia complicato fare attività d'impresa e come la cultura di genere non sia arrivata ad un punto di approdo nemmeno nelle nostre attività. Il nostro è un settore che si contraddistingue per l'ampia presenza del lavoro femminile e che vede nella diffusione della cultura di genere un fattore di sviluppo per le nostre imprese e per il nostro territorio”.
Ancora oggi, conclude Roman: “Le donne faticano a muoversi nel mondo del lavoro per via di problemi ben noti a tutti: la difficoltà di conciliare gli orari lavorativi con la gestione della famiglia, la mancanza di politiche a sostegno efficaci per la maternità e un sistema socio-culturale ancora da scardinare. Dobbiamo migliorare i livelli di sicurezza delle donne e promuovere iniziative di formazione e sensibilizzazione a livello territoriale, con l'obiettivo di promuovere la cultura di genere e sconfiggere la violenza di genere”.













