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Moldavia, in uno stadio il campo di accoglienza della Protezione civile del Trentino Alto Adige

“Ringrazio la squadra della Protezione civile del Trentino e dall’Alto Adige. Abbiamo apprezzato la vostra efficenza e capacità organizzativa. Non solo ci avete fornito una quantità di materiale che mai ci saremmo aspettati, ma grazie al vostro aiuto abbiamo acquisito le competenze necessarie per il montaggio e la gestione della struttura, di cui in futuro potremo usufruire anche in caso di altre eventuali situazioni di emergenza. Noi e voi, insieme, apparteniamo ad un’unica grande famiglia” sono state le parole del comandante del Dipartimento di protezione civile, Grabiovski

Pubblicato il - 26 March 2022 - 19:16

TRENTO. Il campo di accoglienza della protezione civile del Trentino Alto Adige sarà realizzato all'interno di uno stadio di calcio in prossimità della Transnistria. Quest'ultima è una regione appartenente ufficialmente alla Repubblica Moldava, la cui indipendenza non è riconosciuta dall’Onu e che i giornali russi di questi giorni indicano come controllata da Mosca.

 

E' questa l'ipotesi arrivata in queste ore e che va ad aggiungersi al lavoro che si sta portando avanti per la gestione del materiale donato dalle Province autonome di Trento e Bolzano alla Moldavia. Spetterà infatti agli operatori locali, adeguatamente formati, il montaggio di cucina da campo, 92 tende con generatori, impianti di riscaldamento e brandine per accogliere le persone in fuga dal territorio ucraino, anche alla luce della previsione di un prossimo aumento dei flussi.

 

Ad Anienii Noi (35 chilometri ad est della capitale, Chișinău) gli 8 uomini della Protezione civile trentina e altoatesina rimasti in Moldavia - guidati dal capo missione Giovanni Giovannini - hanno incontrato un folto gruppo del personale del Dipartimento locale di protezione civile e Servizio emergenze. Il loro comandante, colonnello Vitalie Grabiovski, ha chiesto la presenza di un referente per ogni turno - richiamando dunque anche chi avrebbe dovuto riposare questo sabato - affinché l’intera squadra acquisisse le competenze necessarie, da trasferire all’intero corpo, in vista del momento in cui il campo profughi diventerà operativo.

 

L’ipotesi, come già detto, è di realizzare il campo all’interno di uno stadio di calcio. Un sopralluogo all’interno di un campo da gioco con le stesse caratteristiche ma in un’area più vicina è stato compiuto in mattinata da Andrea Rubin Pedrazzo (Servizio prevenzione rischi della Provincia autonoma di Trento) e Markus Leimegger (responsabile protezione civile e relazioni internazionali della Croce bianca altoatesina), accompagnati dal colonnello Grabiovski.


Gli operatori provenienti dalla nostra regione hanno fornito dei consigli pratici sulla gestione dell’area - dove sono già presenti alcuni servizi - oltre che sulla dislocazione delle tende, anche sulla base della grande esperienza delle due Province autonome nella gestione di campi in situazioni di emergenza. Gli operatori moldavi si sono informati in particolare su aspetti di natura tecnica e logistica, dagli allacciamenti alle reti idrica ed elettrica, fino alle regole da rispettare in un campo di accoglienza e alle modalità per favorire la socializzazione degli ospiti.

 

Nel frattempo, prosegue il viaggio di rientro in Italia della Colonna mobile con gli 11 tir che hanno trasportato i container in Moldavia, accompagnati da alcuni mezzi di supporto. Nella giornata di domani inizierà il viaggio di rientro anche degli ultimi membri della Protezione civile trentina e altoatesina.


“Ringrazio la squadra della Protezione civile del Trentino e dall’Alto Adige. Abbiamo apprezzato la vostra efficenza e capacità organizzativa. Non solo ci avete fornito una quantità di materiale che mai ci saremmo aspettati, ma grazie al vostro aiuto abbiamo acquisito le competenze necessarie per il montaggio e la gestione della struttura, di cui in futuro potremo usufruire anche in caso di altre eventuali situazioni di emergenza. Noi e voi, insieme, apparteniamo ad un’unica grande famiglia” sono state le parole del comandante del Dipartimento di protezione civile, Grabiovski

 

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