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| 13 feb 2022 | 05:01

Morte di Federico Costantino, il fratello: “Mezz’ora per l’arrivo dell’elicottero. Voglio capire perché, non può accadere ad altri”

Il drammatico incidente è avvenuto il 9 gennaio dello scorso anno. Il 16 gennaio il cuore di Federico Costantino, maestro di sci di Canazei, ha smesso di battere. E' stato presentato un esposto in procura, venerdì il Gip ha respinto la richiesta di archiviazione. Un medico e una infermiera iscritti nel registro degli indagati 

Morte di Federico Costantino, il fratello: “Mezz’ora per l’arrivo dell’elicottero

TRENTO. “Non vogliamo in nessun modo attaccare il personale del nucleo elicotteri e nemmeno i sanitari che intervengono nei soccorsi. Non possiamo però fare finta di nulla, se in un sistema ci sono alcuni aspetti della gestione che non funzionano è giusto non stare zitti. La speranza è che quello che di devastante è successo a noi possa servire a salvare qualcun altro in futuro”. E' passato oltre un anno dalla morte di Federico Costantino a Canazei e nella voce del fratello Giuseppe c'è ancora tutto il dolore di un episodio che ha ancora numerosi punti da chiarire e sui quali saranno ora i giudici a fare luce.
 
Nei mesi scorsi è stato presentato un esposto in Procura e venerdì il Giudice per le indagini preliminari Enrico Borrelli ha respinto una richiesta di archiviazione del caso iscrivendo nel registro degli indagati un medico e una infermiera del 118. Ora spetterà agli inquirenti e al tribunale arrivare alla verità dei fatti e a ricostruire quello che è successo. 

 

Sulla vicenda si intreccerebbero procedure di allertamento di un elicottero al posto di un altro, decisioni  che sarebbero state prese dagli organi che in quel periodo si trovavano alla Centrale 118 e soprattutto tempistiche, minuti fondamentali che possono significare vita o morte in casi gravi come quello che è successo a Federico Costantino. Minuti che purtroppo lui non ha avuto. “Quando Federico è stato portato via in elicottero è arrivato al Santa Chiara in ipotermia dopo un arresto cardiaco in pista mentre attendeva i soccorsi” ci racconta il fratello Giuseppe.
 
A seguito dell'esposto sono partite le indagini per raccogliere tutte le informazioni e i dati necessari per ricostruire in modo esatto quello che è successo ascoltando anche alcuni testimoni.
 
Il 9 gennaio del 2021 Federico Costantino stava scendendo sulla strada forestale che dalla Val Contrin arriva al rifugio Ciampac , in val di Fassa, a una quota di circa 1.700 metri. Stava praticando scialpinismo. Ad un certo punto ha perso la traiettoria ed è finito fuori dal tracciato impattando violentemente contro un albero. A dare l'allarme era stato un altro scialpinista che si trovava sul posto.
 
L'allarme
 
“Come viene riportato anche negli atti, la chiamata alla Centrale Unica di Emergenza è arrivata alle 11.36 – ci spiega il fratello Giuseppe Costantino - mentre la selettiva all'elicottero è arrivata alle 11.56. L'allertamento è avvenuto 20 minuti dopo”. L'ipotesi, spiega il fratello, che dovrà essere confermata, “è che si sia atteso l'elicottero di Trentino Emergenza che si trovava a Passo Lavazè per non mandare un elicottero che era a pochi minuti dal luogo dell'incidente, l'Aiut Alpin, fermo a Pontives vicino a Ortisei”.
 
Dal Passo Lavazè l'elicottero ci ha messo poi circa 12/13 minuti ed è arrivato nel luogo dell'incidente alle 12.14. “Stiamo parlando di quasi mezz'ora dopo la chiamata d'emergenza, dalle 11.36 alle 12.14 – spiega Giuseppe Costantino – ed è per questo che noi vogliamo capire cosa sia successo, per quale motivo non siano state fatte altre scelte che avrebbero consentito un intervento più veloce. L'Aiut Alpine ci avrebbe messe 6 minuti ad intervenire”.
 
Oltre 30 minuti durante i quali, comunque, è stata attivata la macchina dei soccorsi via terra. Federico, però, aveva bisogno dell'elicottero, aveva bisogno di essere portato nel più breve tempo possibile in ospedale.
 
“Mio fratello aveva addosso una fascia per il monitoraggio della frequenza cardiaca – ci spiega Giuseppe Costantino – e alle 11.56 il cuore batteva. Tra le 12.02 e le 12.03 è andato in arresto cardiaco e alle 12.14 sono arrivati i soccorsi con l'elicottero. Era in ipotermia e dopo essere stato ripreso con le manovre rianimatorie è stato trasportato al Santa Chiara in gravissime condizioni”. Qui, all'ospedale di Trento, Federico ha lottato per circa una settimana e nella notte tra il 16 e il 17 gennaio il suo cuore ha smesso di battere.
 
“E' doloroso ma ho deciso di andare a fondo su quello che è successo a mio fratello. Lo devo a lui ma anche a tutte le persone che potrebbero trovarsi nelle stessa situazione. La speranza è che si arrivi a migliorare l'elisoccorso soprattutto nelle zone limitrofe dove si arriva anche ad aspettare oltre 20 minuti. E sono una eternità, e quegli attimi sono terribili perché c'è un elicottero che non arriva e una persona che sta morendo”.

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