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Riciclaggio d'auto di lusso e traffico di cocaina in tutto il Triveneto, i carabinieri bloccano e arrestano un boss della droga

Per gli inquirenti è un vero e proprio boss della droga. Al termine di un'indagine complessa iniziata un anno fa i carabinieri del nucleo investigativo di Vicenza, guidato da maggiore Stefano Bortone, hanno sequestrato un grosso quantitativo di droga e 300 mila euro arrestando un albanese 35enne che secondo le indagini gestiva da tempo un fiorente traffico di cocaina che interessava, di fatto, l’intero Triveneto con un volume di affari che, si stima, si aggiri sulle centinaia di migliaia di euro

Di G.Fin - 13 August 2022 - 20:04

TRENTO. La droga veniva distribuita in tutto il Triveneto.  I carabinieri nel nucleo investigativo di Vicenza sono riusciti nelle scorse ore a mettere a segno un'importante operazione che ha portato all'arresto di un vero e proprio boss della droga riuscendo anche a disarticolare il sistema criminale che era riuscito a mettere in piedi. 

 

La complessa e serrata operazione portata avanti dal nucleo guidato dal maggiore Stefano Bertone, ha consentito un arresto, un deferimento in stato di libertà e al sequestro complessivo di 670 grammi di cocaina, 15 grammi di hashish e circa 300.000 euro

 

L'OPERAZIONE

L'operazione ha preso avvio a seguito di un arresto per droga eseguito nel luglio del 2021 dai carabinieri di Bassano. In quella occasione i carabinieri del Nucleo Investigativo hanno  approfondito e portato ad un livello più ampio l’attività di indagine fino ad allora compiuta al fine di individuare il canale principale di approvvigionamento. 

 

Le indagini condotte sia con metodi classici, sia con l’ausilio di attività tecnica, hanno consentito di isolare e circoscrivere un granitico quadro indiziario sul conto di un 35enne cittadino albanese, già gravato da precedenti specifici. 

 

Attraverso il supporto logistico e il concorso della propria compagna, 37enne cittadina rumena, il 35enne gestiva da tempo un fiorente traffico di cocaina che interessava, di fatto, l’intero Triveneto con un volume di affari che, si stima, si aggirasse sulle centinaia di migliaia di euro. 

 

Nel corso delle indagini si è anche potuto stabilire il percorso che seguivano le ingenti somme di denaro, frutto dell’attività di spaccio. Queste venivano dapprima trasportate dalla compagna, in contanti in Romania, ben occultate sulla sua persona. Successivamente, attraverso uomini di fiducia che utilizzavano conti correnti accesi in  istituti bancari rumeni, al fine ultimo di ostacolare concretamente l’identificazione della provenienza illecita del denaro, i capitali facevano ritorno in sul territorio nazionale.

 

Solo dopo questa articolata manovra il boss già titolare di una ditta individuale per il commercio di autovetture di lusso reimpiegava le rilevanti somme di denaro “pulito” in Italia per finanziare le sue attività imprenditoriali. 

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Edizione del 5 ottobre 2022
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