Roghi in Trentino, in fumo un’area pari a 300 campi da calcio. De Col: “Almeno un incendio è doloso, è stata aperta un’indagine”
Parla il dirigente generale della Protezione civile Raffaele De Col: “L’origine degli incendi è quasi sempre ricollegabile all’attività umana in particolare a delle negligenze. Il rogo della Panarotta? È doloso sono in corso delle indagini”
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TRENTO. Alte temperature, assenza di piogge e siccità hanno creato un mix perfetto per scatenare gli incendi che negli ultimi giorni hanno colpito il Trentino e anche l’Alto Adige. Secondo le stime della protezione civile del Trentino negli incendi di Nago, alle pendici del Baldo, e nella zona della Panarotta sono andati in fumo oltre 110 ettari di bosco, se a questi si aggiunge il rogo che verso la fine di marzo ha colpito la valle del Chiese gli ettari bruciati sono oltre 200. Ciò significa che è andata bruciata un’area che per dimensioni corrisponde a 300 campi da calcio.
“L’origine degli incendi è quasi sempre ricollegabile all’attività umana in particolare a delle negligenze”, afferma il dirigente generale della Protezione civile Raffaele De Col. Per l’incendio sulla Panarotta però è diverso: “Qui parliamo di un rogo doloso e sono in corso delle indagini”, conferma De Col.
Anche in provincia di Bolzano si sono verificati incendi di notevoli dimensioni. L’assessore provinciale alle Foreste Arnold Schuler spiegava che: “Mentre negli ultimi vent’anni registravamo mediamente 20 incendi boschivi all’anno, quest’anno se ne sono verificati già più di 40”. Roghi che possono danneggiare gravemente gli ecosistemi forestali che per essere recuperati impiegano anni.
Anche in Alto Adige, buona parte dei roghi sono ricollegabili alle negligenze delle persone in particolare, sottolineano i vigili del fuoco “un quarto degli incendi boschivi di quest’anno sono stati probabilmente causati da mozziconi di sigaretta”.
Secondo il Sistema europeo d’informazione sugli incendi boschivi dall’inizio del 2022 in Italia sono stati registrati 208 roghi con 23.658 ettari di territorio bruciati. La situazione è molto grave anche in Portogallo (129 incendi) e in Spagna (290 incendi) dove sono bruciati rispettivamente 31.976 ettari e 116.345 ettari di terreno. Anche la Francia (222 roghi e 32.878 ettari) e la Romania (735 roghi e 149.264 ettari) sono in difficoltà.













