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| 21 mag 2022 | 19:09

Sciopero dei Trasporti, l’adesione sfiora il 100%, L’Usb: “Gli autisti non sono lavoratori di Serie B”

Sotto lo slogan “Schiavi mai” gli autisti hanno sfilato in corteo, l’Usb: “I lavoratori di questo settore sembrano essere stati classificati come lavoratori di Serie B, con indennità e riconoscimenti molto inferiori rispetto ad altre realtà del trasporto pubblico locale in Italia”

Sciopero dei Trasporti, l’adesione sfiora il 100%, L’Usb: “Gli autisti non sono lavoratori di Serie B”
di T.G.

BOLZANO. Nella storia del sindacalismo il 20 maggio è da sempre una ricorrenza importante. È in questa data infatti che nel 1970 venne riconosciuto lo Statuto dei Lavoratori. Ma per l’Usb non è una questione di nostalgia, né di ricordi sbiaditi, “è una questione di sostanza”. Ieri infatti, i Sindacati di Base, hanno indetto uno sciopero generale che a Bolzano ha visto l’Usb scendere in strada contro l’azienda Sasa Spa, società che gestisce il trasporto pubblico locale.

 

“Malgrado il trasporto pubblico sia un servizio essenziale – puntano il dito i sindacalisti – a Bolzano gli autisti di questo settore sembrano essere stati classificati come lavoratori di Serie B, con indennità e riconoscimenti molto inferiori rispetto ad altre realtà del trasporto pubblico locale in Italia”.

 

Nello sciopero del 20 maggio, sostiene l’Usb, sono state altissime le percentuali di adesione, con un picco, nel pomeriggio, dopo la seconda fascia di garanzia, di oltre il 98% di adesione da parte del personale viaggiante. Molto partecipato anche il presidio in piazza Silvius Magnago, davanti alla Provincia di Bolzano, il quale ha visto una partecipazione di oltre 70 autisti. 

 

Vista l’impossibilità di incontrare il presidente della Provincia e l’Assessore dei Trasporti, gli autisti si sono organizzati in corteo e hanno sfilato per le vie del centro storico di Bolzano, sotto lo slogan “Schiavi mai”.

 

“I lavoratori Sasa – spiegano dall’Usb – ai quali oggi è riconosciuto un buono pasto di soli 3,50 euro e altre indennità dai valori insufficienti a garantire loro un’equa retribuzione, rivendicano aumenti salariali concreti, oltre a migliori condizioni di lavoro e una migliore conciliazione vita/lavoro. La dimostrazione di forza non sarà che la prima di una lotta che non si concluderà sino a quando non saranno accolte rivendicazioni dei lavoratori”.

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