Società ''apri e chiudi'', interviene la finanza: 3 persone nei guai, sequestrati oltre 330 mila euro
La Finanza, su disposizione della Procura, ha eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di oltre 330mila euro in capo a 2 ditte individuali gestite da 3 cittadini di nazionalità cinese operanti nel settore prodotti tessili

VICENZA. Nei giorni scorsi, i finanzieri sono entrati in azione nel vicentino, coordinati dalla locale Procura per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente per l’importo di oltre 330 mila euro, pari ad un'Irpef evasa pari oltre 195 mila euro e di Iva evasa di oltre 138 mila euro in capo a due ditte individuali gestite da tre cittadini di nazionalità cinese ed operanti nel settore della lavorazione di prodotti tessili.
In particolare, i finanzieri di Bassano del Grappa, hanno messo in campo alcuni approfondimenti e attività d’intelligence finalizzata a contrastare il fenomeno “apri e chiudi” che costituiscono un gravissimo fenomeno di illiceità non soltanto per il fisco ma soprattutto per migliaia di piccole realtà imprenditoriali e artigiane del territorio che si vedono sottrarre indebitamente importanti fette di mercato grazie alla messa in atto di un comportamento commerciale “aggressivo” e scorretto.
In particolare, i finanzieri bassanesi hanno scoperto l’ennesima azienda aperta e chiusa nel breve periodo, con la conseguente irreperibilità del titolare; tale “modus-operandi” è stato ripetuto con ben due società, le quali, continuando ad utilizzare gli stessi beni e macchinari e mantenendo lo stesso “pacchetto” di clienti e fornitori, hanno omesso il versamento delle imposte dovute.

Le attività investigative hanno consentito inoltre di rilevare la mancata conservazione della documentazione contabile, con l’intento di ostacolare la ricostruzione del reale volume d’affari e rendendosi quindi necessario per la sua ricostruzione, la consultazione dell’applicativo “spesometro integrato” e l’invio di questionari alla clientela così emersa.
Le attività ispettive eseguite hanno quindi portato alla denuncia dei tre soggetti titolati delle ditte individuali per le condotte penali e tributarie relative all’omessa dichiarazione dei redditi per gli anni 2015, 2016 e 2018, all’omesso versamento dell’Imposta sul Valore Aggiunto dovuta per gli anni 2016 e 2018, all’occultamento delle scritture contabili per gli anni dal 2015 al 2017.


















