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| 24 set 2023 | 07:26

Truffa dei 'bonus edilizi' con lavori mai eseguiti, sequestrati 3,5 milioni di crediti d'imposta fittizi e denunciate 30 persone

L'operazione della Guardia di Finanza ha toccato il Veneto. Eseguiti due decreti di sequestro preventivo per 3,5 milioni di crediti di imposta fittizi, relativi ai "bonus edilizi". Denunciate 30 persone e scoperta impresa vicentina sconosciuta al fisco che ha ceduto parte dei crediti a società secondarie

Truffa dei 'bonus edilizi' con lavori mai eseguiti, sequestrati 3,5 milioni di crediti d'imposta fittizi e denunciate 30
di Redazione

VICENZA. Denunciate 30 persone e scoperta un'impresa vicentina sconosciuta al fisco che ha ceduto parte dei crediti a società secondarie.

 

E' partita dalla Guardia di Finanza di Avellino la maxi operazione della Guardia di Finanza che ha toccato anche il Veneto e che a portato al sequestro preventivo di 3,5 milioni di euro di crediti d'imposta fittizzi relativi ai cosiddetti “bonus edilizi”.

 

Destinatari dell'attività cautelare sono trenta persone (gran parte in Campania) e diverse società, si cui un “cartiera” con il ruolo di collettore dei crediti fittizzi, con sede in provincia di Vicenza.

 

L'indagine ha permesso di ricostruire ed identificare una complessa e articolata rete di persone fisiche che hanno inviato all'Agenzia delle Entrate un elevatissimo numero di comunicazioni telematiche di cessione di crediti d'imposta connessi ai lavori edilizi mai effettuati.

 

Le cessioni erano però connotate da svariati fattori li rischio, quali: beneficiari con precedenti penali e, in molti casi, percettori di reddito di cittadinanza; importi ingenti dei crediti ceduti (prevalentemente “ecobonus”, “sismabonus” e “bonus facciate”), frazionati in numerose comunicazioni; soggetti esecutori degli interventi edilizi con profilo fiscale evanescente; particelle catastali dichiarate nei modelli di comunicazione all’Agenzia delle entrate corrispondenti ad immobili inesistenti nella pressoché totalità dei casi esaminati.

 

In particolare, i finanzieri del Gruppo di Avellino hanno accertato, allo stato delle indagini, che la società “cartiera” vicentina, amministrata nel tempo da diversi “prestanome”, aveva agito per ottenere indebitamente “bonus edilizi”, documentando, nei confronti dei 30 contribuenti individuati, l’esecuzione di lavori edili mai realizzati con fatture per operazioni inesistenti. La stessa società aveva, poi, provveduto a cedere parte di tali crediti ad altre società “seconde cessionarie”, con sedi ricadenti su tutto il territorio nazionale.

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