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| 15 mag 2024 | 08:58

Finti lavori per intascare i crediti d'imposta del bonus facciate: sequestro da oltre 8 milioni di euro

Le agevolazioni, previste dal bonus facciate, riconosciute alla società sarebbero state ottenute attraverso documenti che attestavano l’esecuzione di lavori nei fatti mai realizzati e, in alcuni casi, avviati ma non completati

Finti lavori per intascare i crediti d'imposta del bonus facciate: sequestro da oltre 8 milioni di euro
Foto d'archivio

VENEZIA. I finanzieri del nucleo di polizia Economico finanziaria della Guardia di finanza di Venezia hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo d'urgenza dell’importo complessivo di oltre 8 milioni di euro, emesso dalla procura della Repubblica di Venezia.

 

Il decreto era finalizzato a cautelare crediti fiscali, denaro e beni riconducibili ad una società della provincia di Venezia, operante nel campo dell'edilizia, al suo rappresentante legale e a colui che, di fatto, operava come responsabile commerciale, indagati per aver ottenuto, anche attraverso l’emissione di fatture attestanti circostanze non veritiere, illeciti profitti mediante la creazione, la cessione e l’indebita compensazione di crediti fiscali ritenuti inesistenti.

Infatti, nel corso delle indagini i finanzieri del Comando provinciale di Venezia hanno effettuato riscontri diretti, reperito documentazione, anche di natura bancaria, e raccolto numerose querele presentate da singoli condòmini, che avrebbero permesso di acquisire elementi a sostegno dell'ipotesi investigativa secondo la quale le agevolazioni, previste dal bonus facciate, riconosciute alla società sarebbero state ottenute attraverso documenti che attestavano l’esecuzione di lavori nei fatti mai realizzati e, in alcuni casi, avviati ma non completati.

Il sequestro ha riguardato i crediti d'imposta non ancora ceduti o compensati, e pertanto ancora giacenti sul cassetto fiscale, pari a circa 6,3 milioni di euro, un furgone del valore di 28mila euro, disponibilità finanziarie pari a circa 330mila euro, quote societarie del valore di circa 200mila euro nonché 6 immobili, del valore complessivo pari a circa 2 milioni di euro, ubicati nelle province di Venezia e Belluno.

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