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| 24 apr 2022 | 11:34

Ucraina, in due mesi oltre 63 mila bambini nati nella devastazione. Il dramma tra danni fisici e traumi psicologici, Save the Children: ''Si rischia impatto sulla loro salute mentale''

Save the Children sottolinea che, l’intensificarsi della guerra ha significato anche vedere 63.000 nuovi nati in situazioni difficili e che potrebbero avere ripercussioni permanenti sulle loro vite. Le neomamme stanno cercando di legarsi ai loro bambini nonostante il grave disagio psicologico che stanno vivendo.  Il personale medico ha anche segnalato un aumento dei casi di bambini nati prematuramente.

Ucraina, in due mesi oltre 63 mila bambini nati nella devastazione

KYIV. Si stima che, negli ultimi due mesi, più di 63.000 bambini siano nati durante il conflitto in Ucraina e in condizioni che potrebbero avere un impatto permanente sulla loro salute mentale.

A lanciare l'allarme in queste ore è stata Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini in pericolo e per garantire loro un futuro. Secondo l'organizzazione internazionale,  infatti, questi neonati si aggiungono ai milioni di bambini esposti al maggior rischio di subire gravi danni fisici e traumi psicologici duraturi causati dalle violenze, dalle privazioni e dagli sfollamenti, che dal 24 febbraio scorso, data dell’escalation della guerra, e con l’aumento dei combattimenti nell’est del paese, sta colpendo l’Ucraina.

 

L’escalation del conflitto, ha causato in Europa lo sfollamento di persone più grande e veloce dalla Seconda Guerra Mondiale, con cinque milioni di persone già fuggite dall’Ucraina. Almeno due terzi dei 7,5 milioni di bambini del Paese hanno dovuto abbandonare le loro case e più di 450 bambini sono stati uccisi o feriti.

 

Save the Children sottolinea che, l’intensificarsi della guerra ha significato anche vedere 63.000 nuovi nati in situazioni difficili e che potrebbero avere ripercussioni permanenti sulle loro vite. Le neomamme stanno cercando di legarsi ai loro bambini nonostante il grave disagio psicologico che stanno vivendo.  Il personale medico ha anche segnalato un aumento dei casi di bambini nati prematuramente.

 

“Sappiamo che lo stress può influire sulla capacità di una madre di allattare, sia a causa di cambiamenti ormonali che di mancanza di sicurezza. Ovviamente essere in una zona di guerra provoca un’enorme quantità di angoscia che può avere un forte impatto sul corpo sia fisicamente che psicologicamente, inclusa la potenziale interruzione della capacità di produrre latte materno. Lo stress potrebbe anche impedire alle madri di riconoscere i bisogni dei loro bambini e soddisfarli. Uno degli aspetti più importanti di una relazione genitore-figlio è l’attaccamento, e quando manca quel legame potrebbero subentrare nei bambini, problemi di sviluppo permanenti. I disturbi dell’attaccamento sono alcuni dei problemi di salute mentale più gravi tra quelli che dobbiamo affrontare: lo sviluppo e la crescita del nostro cervello, infatti, si basano su un sano attaccamento ai caregiver” ha dichiarato Morgan MacDonald, consulente per la salute mentale e il supporto psicosociale di Save the Children presso l’Unità Sanitaria di Emergenza. “Sostenere le madri a provare ad allattare può effettivamente essere un intervento salvavita. Ma il fatto che lo stiamo vedendo accadere è incredibilmente allarmante” ha concluso Morgan MacDonald.

 

L’Organizzazione è tornata a chiedere nuovamente la fine immediata del conflitto come unica possibilità per proteggere i bambini da danni fisici e psicologici e unico modo per raggiungere in sicurezza 12 milioni di persone che hanno un disperato bisogno di assistenza umanitaria.

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