Contenuto sponsorizzato

Guerra Ucraina, l'Unicef a Il Dolomiti: ''Circa 4,8 milioni di bambini fuggiti dalle loro case: situazione disastrosa e bisogno urgente di assistenza umanitaria''

Il portavoce di Unicef Italia, Andrea Iacomini: "I bambini e le bambine sono profondamente traumatizzati dalla violenza devastante che li circonda. Sono terrorizzati, sotto shock e alla disperata ricerca di sicurezza: c'è un urgente bisogno di stabilità, protezione e cure"

Di Luca Andreazza - 14 aprile 2022 - 21:39

TRENTO. "La preoccupazione è naturalmente enorme, la situazione in Ucraina è peggiorata e le violenze sono un'assoluta emergenza". Queste le parole a Il Dolomiti Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia. "Ci sono violazioni dei diritti, i civili vengono colpiti e almeno 1,5 milioni di persone è senza acqua, elettricità e gas a causa degli assedi dell'esercito russo. La popolazione paga un prezzo altissimo, soprattutto le donne e i bambini". 

 

A quasi due mesi dall'inizio del conflitto, sono oltre 7,1 milioni le persone sfollate a causa della guerra all'interno del Paese oppure negli Stati vicini. "E circa la metà sono bambini. La situazione - dice Iacomini - è assolutamente drammatica con i più piccoli che continuano a essere uccisi e feriti: gli attacchi e gli assedi delle aree urbane proseguono da troppo tempo e c'è stato un evidente inasprimento delle azioni militari: vengono bombardate case, scuole e ospedali, sistemi idrici, centrali elettriche e altre strutture civili".

 

L’agenzia delle Nazioni unite per l’infanzia riporta che quasi due terzi di tutti i bambini ucraini (circa 4,8 milioni) sono fuggiti dalle loro case dall’inizio dell’invasione russa. Ma mine, bombe, proiettili, morti e feriti, oltra a migliaia di uomini richiamati alle armi. "C'è un urgente bisogno di assistenza umanitaria: i corridoi sono importanti ma serve una tregua, un cessate il fuoco duraturo per permettere alle organizzazioni di poter operare sul campo e raggiungere tutti i civili con alimenti d’emergenza, acqua pulita, coperte per ripararsi dal freddo, cure mediche di base, kit per l’igiene personale e assistenza psico-sociale".

 

Il conflitto si è spostato più a est con la Russia che cerca di conquistare in particolare il Donbas e di condurre un'offensiva per prendere il controllo della città di Mariupol. E neppure i civili vengono risparmiati con le durissime immagini della strage di Bucha.

 

"Purtroppo - prosegue il portavoce di Unicef - la violenza di genere è sempre maggiore e anche la popolazione viene colpita: un modo per fiaccare l'Ucraina con queste azioni e per dare uno scossone psicologico. Persino il cibo inizia a scarseggiare e i più piccoli sono sempre più deboli e soggetti a malattie: migliaia di bambine e bambini si trovano in condizioni disastrose. La guerra e questo sfollamento di massa danneggiano i mezzi di sussistenza delle famiglie, molte persone sono senza un reddito sufficiente per soddisfare i bisogni primari e incapaci di fornire un sostegno adeguato ai propri figli".

 

A Il Dolomiti l'Unicef ha spiegato che ogni secondo che passa un bambino diventa un rifugiato. Un flusso di profughi in fuga dalla guerra senza precedenti, la peggior crisi dalla Seconda guerra mondiale. Come tutti i bambini costretti a fuggire dalle loro case dalla guerra, i minori ucraini che arrivano nei Paesi vicini sono a rischio di separazione familiare (Qui articolo).

 

"L'escalation continua e questa situazione così complessa - continua il portavoce di Unicef - aumenta i rischi di finire nelle tratte di esseri umani con un'acuta crisi sulla protezione dei bambini: la minaccia è reale. Per questo vengono allestiti 'Blue Dots', cioè degli spazi sicuri, e si cerca di identificare tutte le persone ai confini. La rete degli ucraini è molto estesa, i bimbi sono separati dai genitori e quindi diventa fondamentale arrivare poi al ricongiungimento per non aggiungere trauma al trauma: i bambini e le bambine sono profondamente traumatizzati dalla violenza devastante che li circonda. Sono terrorizzati, sotto shock e alla disperata ricerca di sicurezza: c'è un urgente bisogno di stabilità, protezione e cure". 

 

Fin dall'inizio della guerra Unicef è intervenuta per esortare i governi a prevedere punti di controllo ai valici di frontiera per riuscire a identificare in particolare i minori, separati o non accompagnati. "Il rischio è quello di finire nel traffico della tratta: violenza abusitratta di esseri umani e sfruttamento sessuale. In generale è sempre più urgente un pacchetto di forniture e servizi per donne e bambini", conclude Iacomini.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 4 luglio 2022
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
05 July - 19:04
È la 54enne trentina Liliana Bertoldi la quarta vittima della tragedia sulla Marmolada. La donna era molto conosciuta in Trentino per via del [...]
Cronaca
05 July - 19:37
Le accuse di Debora Campagnaro, sorella di Erica una delle alpiniste disperse dopo la tragedia sulla Marmolada: “Se ci fosse stato un bollettino [...]
Cronaca
05 July - 18:21
Grande il lutto in tutta la comunità per la scomparsa di Filippo Bari, morto sul ghiacciaio della Marmolada: parte anche una raccolta fondi. Il [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato