Ucraina, la guerra causa il flusso di profughi più grave dal Secondo dopoguerra. La Pat: ''Tutte le persone che arrivano in Trentino saranno accolte e assistite''
Lavora a pieno ritmo anche il centro di raccolta all'oratorio di Arco, il sindaco Betta: "Sono orgoglioso della comunità che si conferma generosa e accogliente"

TRENTO. Il terzo round di negoziati non ha portato risultati concreti anche se il consigliere di Zelensky, Mykhailo Podolyak, ha scritto su Twitter che "ci sono piccoli sviluppi positivi nel miglioramento della logistica per i corridoi umanitari" mentre il russo Vladimir Medinsky ha detto che le trattative di oggi non sono state all'altezza delle loro aspettative e che spera che al prossimo giro ci possano essere risultati più significativi.
A oggi la creazione di corridoi per evacuare i civili si è rivelata difficile perché gli scontri non si sono interrotti. Intanto l'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati ha comunicato che sono più di 1,7 milioni le persone che negli ultimi 11 giorni sono state costrette a scappare dall’Ucraina: centinaia di migliaia sono minori, molti non sono accompagnati o sono stati separati dai loro genitori o familiari. Si tratta del più grave flusso migratorio in Europa dal Secondo dopoguerra.
Nel frattempo la Provincia di Trento e le associazioni ucraine che si occupano della raccolta di materiale destinato a chi scappa dalla guerra e dell’accoglienza dei profughi si sono confrontate sulla situazione a seguito del conflitto.
Un vertice tra il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, e l’assessora Stefania Segnana con la presidente dell’Associazione culturale degli ucraini in Trentino Rasom, Stefaniia Shmits, e il vice presidente dell’associazione Aiutiamoli a vivere per l’Ucraina, Antonio Vecchio. Presenti anche il dirigente generale del Dipartimento salute, Giancarlo Ruscitti, e il responsabile di Cinformi, Pierluigi La Spada.

Numerosi i temi affrontati, che spaziano dal trasporto di beni di prima necessità al confine con l’Ucraina e nelle zone sotto assedio, all’ospitalità delle persone – la maggior parte delle quali sono mamme con i loro bambini – sul territorio provinciale. I rappresentanti istituzionali hanno posto l’accento anche sulle misure anti-contagio previste dall’ordinanza nazionale firmata nella giornata di ieri.
"Tutti saranno accolti e assistiti", commenta Segnana, evidenziando la positiva collaborazione instaurata in questi giorni anche per consentire alle strutture di organizzarsi al meglio per l’accoglienza dei profughi. Le diverse questioni saranno peraltro affrontate nel corso di una riunione con Consorzio dei Comuni, Protezione civile, Croce rossa e Cinformi - convocata al Commissariato del Governo - alla quale sono stati invitati anche i rappresentanti delle due associazioni.
Lavora a pieno ritmo anche il centro di raccolta di Arco. Qui l'iniziativa è portata avanti dall'Associazione Noi Oratorio Arco, con la collaborazione di tanti volontari, dei Nuvola dell'Alto Garda e Ledro, di un gruppo di imprenditori locali, del Comune, del Gruppo Arcese con quest'ultima che garantisce il contributo logistico, il trasporto fino alla filiale in Polonia, dove i pacchi vengono smistati. La raccolta di beni di prima necessità per l'Ucraina all'Oratorio di Arco proseguirà con orario 9-20 fino al 9 marzo.
"Sono orgoglioso della comunità che si conferma generosa e accogliente", dice il sindaco di Arco, Alessandro Betta, che conclude: "Ancora una volta la popolazione è presente con un sostegno trasversale di volontari e imprenditori coordinati da Piero Zocca. Tante persone che sono la forza, lo spirito e il traino della nostra città, speriamo che torni la ragionevolezza e la pace".






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