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Guerra in Ucraina, Fedrigoni sostiene Msf con forniture mediche d’emergenza e ospitalità per i profughi in fuga

Il Gruppo Fedrigoni scende in campo per l’Ucraina al fianco di Medici Senza Frontiere. L’ amministratore delegato Marco Nespolo: “In un momento tanto delicato per il mondo intero abbiamo voluto aggiungere alla mobilitazione di tanti il nostro concreto contributo, sperando di portare un po’ di sollievo alla popolazione ucraina colpita duramente”

Di T.G. - 21 April 2022 - 12:48

TRENTO. La guerra scatenata dalla Russia in Ucraina non si ferma, così come non si arrestano le violenze contro la popolazione civile. Kyiv si trova ad affrontare una vera e propria emergenza umanitaria con milioni di profughi che hanno abbandonato il Paese. Nel frattempo l’Europa ha aperto i propri confini per accogliere queste persone in fuga dalla guerra e anche la popolazione ha contribuito a creare tantissimi progetti di solidarietà.

 

Pure Fedrigoni, gruppo italiano tra i primi al mondo nella produzione e vendita di carte speciali presente in Trentino con diversi stabilimenti, è scesa in campo per fare la sua parte e portare un aiuto concreto ai cittadini ucraini. Il gruppo punta ad aiutare sia gli ucraini che si trovano ancora nel Paese, sia quelli che sono riusciti a fuggire e ora si trovano sfollati.


Innanzitutto, per dare il proprio contributo, Fedrigoni ha scelto di sostenere Medici Senza Frontiere con l’obiettivo di garantire forniture mediche d’emergenza agli ospedali ucraini e formazione al personale delle strutture sanitarie sulla gestione di afflussi di massa di feriti. Medici Senza Frontiere finora ha inviato oltre 200 tonnellate di materiale medico tra kit chirurgici, traumatologici e farmaci per malattie croniche.

 

“In un momento tanto delicato per il mondo intero – afferma Marco Nespolo, amministratore delegato di Gruppo Fedrigoni – abbiamo voluto aggiungere alla mobilitazione di tanti il nostro concreto contributo, sperando di portare un po’ di sollievo alla popolazione ucraina colpita duramente”.

 

C’è poi il treno che è stato trasformato dall’organizzazione medico umanitaria in un a clinica d’urgenza che finora ha trasferito oltre 200 pazienti dalle zone di conflitto ai principali ospedali di Leopoli lontani dalla linea del fronte. Per aiutare i profughi fuggiti dall’Ucraina invece, saranno distribuiti sacchi a pelo vestiti caldi e tende per affrontare le temperature che restano ancora rigide. Inoltre sono state attrezzate delle cliniche mobili per la salute di base e mentale.

 

Altri interventi a favore dei profughi hanno invece visto la mobilitazione di alcune sedi Fedrigoni in Polonia e in Italia. In Polonia, il Paese che finora ha accolto più profughi, Fedrigoni ha una sede e un centro di taglio e i dipendenti in loco si sono attivati per accogliere gli ucraini in fuga, raccogliendo fondi e valutando, dove possibile, eventuali inserimenti al lavoro. Allo stesso tempo in Italia, in particolare a Verona, famiglie ucraine hanno trovato ospitalità in locali di pertinenza dell’azienda.

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