I generatori 'trentini' arrivano nell'ospedale di Dnipro. Kessler: "Un modo per ricordare agli ucraini che non sono soli"
Mentre i missili russi continuano a colpire duramente tutta l'Ucraina, i generatori e gli altri beni acquistati grazie alle donazioni raccolte dall'associazione trentina EUcraina sono arrivati ieri a Dnipro, in un ospedale della città in cui vengono operati e curati feriti militari e civili sfollati

DNIPRO (UCRAINA). Sono arrivati a destinazione i generatori acquistati grazie alle donazioni raccolte in Trentino (e in Italia ndr). La prima consegna dei beni comprati dall'associazione EUcraina con la campagna di fundraising "Sos inverno" è stata fatta ieri pomeriggio in un'ospedale di Dnipro, in Ucraina.
Mentre i missili russi continuano a colpire duramente tutto il Paese, i generatori e gli altri beni acquistati grazie alle donazioni 'trentine' sono arrivati ieri in un ospedale di Dnipro, in cui vengono operati e curati feriti militari provenienti dal fronte e civili sfollati dalle zone occupate dai russi.
In particolare, a ricevere la delegazione di EUcraina nell'ospedale sono stati la direttrice sanitaria Yuliia Bershadenko e il chirurgo politraumatico Oleksander D., che hanno sottolineato la grande importanza di un generatore per un ospedale in cui si curano feriti di guerra: "Quando un ferito è in sala operatoria, quindici o venti minuti di energia in più fanno la differenza tra la vita e la morte".
I materiali, sono stati formalmente presi in carico da Artem Khmelnykov, capo delle Commissione per le relazioni internazionali del Consiglio comunale di Dnipro e incaricato dal sindaco Borys Filatov a dare il benvenuto al presidente dell'associazione EUcraina Giovanni Kessler e Antonio Giordano.
"Voglio ringraziare il popolo italiano per la sua generosità - ha dichiarato Khmelnykov - per il grande aiuto che ha portato a Dnipro. Per noi è molto importante questa solidarietà degli italiani verso la città, verso l'Ucraina e verso la nostra difesa dall'aggressione della Russia", ha sottolineato.
"La consegna di oggi - si è aggiunto Giovanni Kessler, presidente di EUcraina - è il segno della solidarietà di tanti trentini e italiani che attraverso EUcraina hanno voluto contribuire a dare un piccolo aiuto al popolo ucraino. Si tratta di un gesto ma soprattutto di un modo per dire agli ucraini che non sono soli e che ci sono tante persone in Italia a loro vicine".













