Un fiume di fango e rocce sulla Valcamonica, ancora 90 persone sfollate e chiusa la ferrovia. La Regione stanzia oltre 6 milioni tra messa in sicurezza e interventi urgenti
Meno di una settimana fa il disastro che ha colpito la Valcamonica. La stima dei danni è superiore ai 60 milioni. La Regione Lombardia ha stanziato 6,2 milioni mentre sono ancora in corso le operazioni per liberare alcune strade e zone

BRESCIA. Sono stati stanziati 6,2 milioni per i territori di Niardo e Braone al fine di fronteggiare i danni causati dall'esondazione dei torrenti Re e Cobello. La Regione Lombardia si è attivata per la messa in sicurezza e per i lavori di pronto intervento per l'ondata di maltempo che ha colpito la Valcamonica tra il 27 e il 28 luglio scorso.
Le risorse regionali servono per finanziare interventi urgenti e prioritari sui corsi d’acqua, ma anche per mitigare il rischio di valanghe e frane e per la tutela della pubblica incolumità nelle aree di Niardo, Braone e Ceto (Qui articolo).
Una prima stima dei danni parla di 10 milioni per quanto riguarda le opere comunali mentre si superano i 60 milioni se si prendono in considerazione anche i privati.
Intanto sono giorni ancora di lavoro per liberare le strade e alcune zone da fango e roccia. Alcune strade sono ancora chiuse e le operazioni di sgombero vengono portate avanti con grandissimo impegno dai vigili del fuoco e dal sistema di protezione civile, dai residenti e dai molti volontari arrivati in zona.
Una novantina di persone non possono ancora far rientro nelle proprie abitazioni e la ferrovia Brescia-Iseo-Edolo non è ancora in funzione. Il ripristino del tratto interessato costerà circa 3 milioni di euro.
All'indomani del disastro, la Regione Lombardia aveva già attivato alcuni provvedimenti per circa 800 mila euro mentre la Pro loco ha attivato una raccolta fondi per sostenere le comunità (Qui info).














