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| 16 gen 2022 | 18:27

''Un repentino cambio di pressione in tutte le nostre stazioni meteo'', l'onda dell'eruzione nel Pacifico è arrivata anche nel Triveneto

Il presidente di MeteoTriveneto spiega cosa è successo intorno alle 20.45 anche alle nel nostro territorio dopo che a più di 16mila chilometri di distanza si era verificata una violentissima esplosione che ha causato anche uno tsunami

Un repentino cambio di pressione in tutte le nostre stazioni meteo''

TRENTO. ''Ieri sera alle 20.45 circa abbiamo registrato in tutte le nostre 45 stazioni meteo del nostro network un repentino cambio di pressione in poche decine di minuti. Un aumento di 2 millibar ed un altrettanto calo nel giro di mezz'ora. Le segnalazioni sono arrivate da tutto il mondo sin dal pomeriggio e poi anche in Europa dalle 20 in poi si è registrato questo sbalzo di pressione atmosferica''. Una curiosità meteo, la definisce Stefano Zamperin presidente di MeteoTriveneto, che non ha creato cambiamenti né metereologici né climatici ma che è accaduta per un preciso motivo che dimostra quanto il mondo sia interconnesso e che anche quel che accade ''a oltre 16mila chilometri di distanza'', in qualche modo, ci riguardi.

 

Il fatto che ha scatenato questo rapido cambio di pressione è stata la potentissima eruzione di un vulcano sottomarino avvenuta nelle Isole Tonga, nell'Oceano Pacifico meridionale. L'eruzione del vulcano Hunga Tonga-Hunga Ha'apai è stata così potente da essere avvertita fino al Cile, innescando uno tsunami che ha colpito le coste del Pacifico, dal Giappone agli Stati Uniti, con onde anomale che hanno provocato "piccole inondazioni" nelle Hawaii. Dei maremoti con danni significativi ma che, fortunatamente, non ha fatto registrare vittime. 

 

La potenza dell'eruzione è stata registrata dall'Us Geological Survey come un terremoto di magnitudo 5.8 e le onda d'urto avrebbero viaggiato a quasi 1.100 chilometri all'ora facendo 'sobbalzare' tutti gli appassionati di meteo del mondo con i sismografi che si sono ''mossi'' in tutto il globo. E l'eruzione è risultata ben visibile anche dai satelliti che hanno immortalato l'enorme nube provocata dal fenomeno. Sui siti specializzati si spiega che la nube della colonna eruttiva si è spinta fino a 40 chilometri di altezza, ben oltre quindi la troposfera ed entrando anche in stratosfera, producendo oltre 200mila fulmini in 24 ore.

 

E così anche ''a casa nostra'' nel Triveneto le stazioni meteo hanno avvertito questo improvviso cambio di pressione. ''Questo sbalzo della pressione - spiega Zamperin - è dovuto al passaggio dell'onda d'urto dell'esplosione vulcanica a Tonga in pieno Oceano Pacifico. Situata a oltre 16.000 km dal nostro Triveneto, l'onda ha sorvolato due oceani e il continente americano ed è arrivata fino a qui. Se notate la linea verde sui grafici di 5 stazioni prese a campione (le prime due in sequenza sono delle nostre ammiraglie Piz Boè 3152 m e Cima Tofana 3205 m) si nota chiaramente uno sbalzo di pressione di 2 mb millibar sia all'arrivo in ascesa, sia al passaggio in discesa, dalle 20.30 alle 21 circa. Un evento pressoché inaspettato che però ci fa capire quanto la Natura sia forte e quanto sia imprevedibile. A livello meteo o climatico non è cambiato nulla, è giusto ribadirlo, in un'epoca dove tutto può essere travisato''.

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