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| 14 giu 2022 | 09:47

Valutazione dei rischi inadeguata e formazione negata a 32 driver di Amazon: sanzionate le ditte che in Trentino consegnano i pacchi per il colosso dell’e-commerce

Gli ispettori del lavoro hanno effettuato dei sopralluoghi sia all’interno del centro logistico di Amazon che nel punto di ritiro e carico dei pacchi, in gestione alle società Inbox Srl e A.Ba.Co Srl. Due delle aziende che erano state al centro delle proteste dei lavoratori. Non sono mancate le sanzioni per una serie di irregolarità

Valutazione dei rischi inadeguata e formazione negata a 32 driver di Amazon
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Il culmine delle proteste era stato raggiunto fra marzo e maggio dello scorso anno quando i driver trentini di Amazon avevano organizzato una serie di scioperi e avevano portato le loro istanze in Provincia. Nel frattempo, verso la fine del 2021, la multinazionale americana dell’e-commerce ha aperto anche un nuovo deposito di smistamento a Trento, una struttura da oltre 4.300 metri quadrati che si trova nella zona dell’Interporto. Qui ogni giorno decine di corrieri arrivano a ritirare i pacchi che poi saranno consegnati in tutta la provincia.

 

Nonostante l’apertura del nuovo polo logistico abbia portato a maggiori controlli sulle condizioni dei mezzi, che se risultano danneggiati non vengono fatti entrare, nel settore c’è ancora molto precariato e fra gli ultimi arrivati serpeggia il malumore. Alcuni driver infatti sarebbero costretti dalle proprie ditte a mentire sule condizioni dei mezzi per aggirare gli standard richiesti da Amazon.

 

Della vicenda si era interessato anche il consigliere provinciale di Futura, Paolo Zanella, che aveva denunciato tramite un’interrogazione la “sistematica violazione dei diritti dei lavoratori e della normativa sulla sicurezza sul lavoro”. Nella risposta fornita dall’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli emerge il quadro della situazione in Trentino. “Nel maggio 2021 – spiega l’assessore – in relazione ad alcune criticità messe in risalto dalla stampa, è stata avviata di iniziativa da parte di Uopsal un’azione di vigilanza congiunta con il Servizio Lavoro e con la Motorizzazione civile di Trento”.

 

Tre le aziende controllate, con gli ispettori che hanno valutato sia gli aspetti legati alla sicurezza che in merito alla regolarità dei contratti. In particolare i sopralluoghi hanno riguardato le condizioni di lavoro all’interno del centro logistico di Amazon e nel punto di ritiro e carico dei pacchi su automezzi per la consegna al destinatario, in gestione invece alle società Inbox Srl e A.Ba.Co Srl. Due delle aziende che erano state al centro delle proteste dei lavoratori.

 

Durante i controlli sono stati verificati circa 40 mezzi tutti di recente immatricolazione. “Alcuni furgoni presentavano qualche ammaccatura – riferisce Spinelli – ma nel complesso le carrozzerie apparivano in buono stato, puliti e non usurati anche al loro interno. Gli pneumatici apparivano in buono stato. Si è inoltre potuto verificare che le flotte aziendali erano completamente costituite da veicoli a noleggio e nel contratto era prevista la loro sostituzione ogni due anni”. I driver erano dotati anche degli adeguati Dispositivi di protezione individuale come gilet fluorescenti e scarpe antinfortunistica, così come quelli per la pandemia di Sars-Cov-2.

 

Ciononostante sono comunque emerse cinque irregolarità in merito agli obblighi del datore di lavoro e dei dirigenti per assenza dei giudizi di idoneità riferiti ad alcuni lavoratori e per l’adeguatezza della valutazione dei rischi, laddove è stata rilevata la mancanza di alcuni requisiti inerenti il rischio da stress lavoro correlato. “Le violazioni riscontrate sono state eliminate e le prescrizioni impartite sono state ottemperate regolarmente”, sottolinea l’assessore.

 

Nel corso del 2021 è stata raccolta pure un’altra segnalazione che ha portato a nuovi controlli nei confronti di una società di consegna prodotti postali con 38 dipendenti. Dopo i controlli è stata contestata la violazione relativa alla formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti per la mancata formazione di 32 autisti attivi sul territorio provinciale. Anche in questo caso l’azienda ha dovuto mettersi in regola e pagare una sanzione.

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