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“Autisti in fuga dal trasporto pubblico” è emergenza a Trentino trasporti? I sindacati: “Non si trova personale”

I sindacati denunciano la situazione del personale di Trentino trasporti: “La vita personale e l’attività professionale non si riescono a conciliare facilmente ciò rende problematica la sostenibilità di un lavoro usurante come questo”

Di Tiziano Grottolo - 24 giugno 2022 - 16:59

TRENTO. Turni di servizio disorganizzati, ferie non concesse e paghe basse, sono questi i motivi all’origine del malcontento che serpeggia fra i dipendenti del trasporto pubblico in Trentino. Una questione che è stata affrontata durante l’ultima seduta della Terza commissione presieduta da Ivano Job, ex leghista passato poi nel Gruppo Misto.

 

Antonio Faella dell’Usb ha evidenziato la carenza di personale di Trentino Trasporti che sarebbe legata a varie dimissioni causate dal malcontento: “La vita personale e l’attività professionale non si riescono a conciliare facilmente ciò rende problematica la sostenibilità di un lavoro usurante come questo”. Anche per questo secondo il sindacalista la tentazione del personale di Trentino Trasporti di passare al trasporto privato sarebbe molto forte. Non solo, perché su diversi mezzi manca l’aria condizionata, un disagio aggiuntivo per passeggeri e autisti.

 

“Non si vi sono più persone munite di patente – ha proseguito Massimo Mazzurana della Fit Cisl – il cui costo si aggira tra i 6.000 e i 7.000 euro. I compensi non sono molto diversi da quelli di un operaio in fabbrica. Non si tratta solo della mancanza di autisti ma anche di macchinisti, capitreno e personale di officina. Trentino trasporti – ha aggiunto – avrebbe dovuto farsi carico di questi problemi”.

 

Il segretario della Filt Cgil, Franco Pinna, ha fatto notare che rispetto ai bandi per le assunzioni di personale arrivano solo poche domande. Secondo il suo punto di vista Trentino trasporti non è più appetibile. “Occorre che l’azienda studi un altro sistema di reclutamento del personale, non si può fingere che il problema non esista perché i dipendenti se ne vanno”.

 

Nella nota della Provincia si legge che Nicola Petrolli della Uil Trasporti ha segnalato che le persone si licenziano “perché 1.500 euro di stipendio sono pochi”, ma il vero problema è che i lavoratori non sarebbero trattati bene. Invece Paolo Saltori, segretario di Faisa Cisal Trentino ha denunciato il problema delle aggressioni del personale avvenute nei giorni scorsi sia a Trento che a Rovereto “anche se non finiscono tutte sui giornali”. Per la mascherina i sindacati hanno chiesto unitariamente alla Provincia e a Trentino trasporti di renderne facoltativo l’utilizzo come avviene in provincia di Bolzano.

 

Inoltre i sindacalisti hanno ricordato come nel 2017 il Consiglio provinciale avesse approvato all’unanimità una mozione che avrebbe dovuto impegnare la Giunta ad attivarsi con Trentino trasporti per risolvere parte dei problemi ma da quel momento questa non è mai diventata operativa. Lo stesso Job ha espresso stupore che nessun intervento sia seguito all’approvazione della mozione citata.

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