"Esasperanti carichi di lavoro e ferie cancellate", stato di agitazione per il personale delle cucine dell' Apsp di Borgo. I sindacati: "Organico insufficiente"
Per Cgil e Cisl: "“Nonostante le segnalazioni effettuate all’azienda per trovare una soluzione agli esasperanti carichi di lavoro – salti riposo – modifica turnistica - l’organico continua ad essere insufficiente per coprire il servizio e alle maestranze da mesi sono richiesti sforzi e disponibilità che all’inizio potevano essere transitori, ma che si sono consolidati fino a diventare cronici, pregiudicando la qualità della vita di lavoratori e lavoratrici”

TRENTO. “Esasperanti carichi di lavoro, giornate di riposo saltate e ferie cancellate”. E' una situazione davvero critica quella fotografata dai sindacati per quanto riguarda il personale che lavora nella cucina dell’appalto Apsp di Borgo Valsugana che ha ora deciso la proclamazione dello stato di agitazione e il conseguente blocco degli straordinari/supplementari.
“Nonostante le segnalazioni effettuate all’azienda per trovare una soluzione agli esasperanti carichi di lavoro – salti riposo – modifica turnistica – spiegano Cgil e Cisl – l’organico continua ad essere insufficiente per coprire il servizio e alle maestranze da mesi sono richiesti sforzi e disponibilità che all’inizio potevano essere transitori, ma che si sono consolidati fino a diventare cronici, pregiudicando la qualità della vita di lavoratori e lavoratrici”.
Una situazione, spiegano sempre i sindacati, che sarebbe peggiorata sempre in queste ore. “Si è arrivati persino – scrivono in una nota - a sospendere tutte le ferie già concesse a partire dalla data odierna, come se le ferie fossero un accadimento improvviso e inatteso e non un istituto programmabile e prevedibile di anno in anno, oltre che un diritto irrinunciabile per il ristoro psico fisico del lavoratore e della lavoratrice”.
Pertanto in tale contesto, hanno spiegato Cgil e Cisl, “i lavoratori e le lavoratrici sono legittimati ad adempiere agli orari stabiliti dalla turnazione esposta, senza accettare modifiche successive, nonché a pretendere di svolgere solo le proprie ore settimanali previste dal contratto individuale. Quindi al raggiungimento delle ore settimanali previste dal proprio contratto individuale sarà ritenuto adempiuto l’impegno contrattualmente pattuito”.


















