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| 19 mag 2022 | 06:01

Vasco e la prima volta a Trento: ''Con il camion di mio padre, avevo 22 anni''. Dal concerto ''fantasma'' dell'82 a quello a San Severino, arriva la carica dei 120mila

Mancano poche ore al concertone che apre la tournée di Vasco Rossi. Lui ha ricordato la prima volta che è stato nel capoluogo trentino a metà anni '70 ''facevo l'università e volevo fare un viaggio con mio padre e col suo camion''. Poi nel 1982 ci fu un concerto (costo 5mila lire) a Rovereto nell'anno dell'ultimo posto a Sanremo e l'anno dopo i 4.000 di Trento. Ora le cose sono molto cambiate e il conto alla rovescia è cominciato

Vasco e la prima volta a Trento: Con il camion di mio padre, avevo 22 anni''

TRENTO. ''Alla domanda 'ma tuo figlio prenderà in mano il camion?' mio padre rispose: 'Mah, per adesso canta...''. E cantare ha cantato e canta ancora il buon Blasco nazionale. Mentre ormai si contano le ore, e non più i giorni, per l'esibizione sul palco della Music Arena di Trento, costruita appositamente dalla Provincia di Trento per questo evento da 120mila persone, Vasco Rossi ricorda di quando venne per la prima volta in Trentino, a metà anni '70, in viaggio con papà (per citare il titolo del film con Sordi e Verdone), sul camion del genitore, a 22 anni.

 

''Facevo l’università - spiega - e volevo fare un viaggio con mio padre e col suo camion per vedere com’era la sua realtà. Ci ero salito solo quando ero molto piccolo. Così partimmo che erano circa le tre del mattino, io non ero andato a letto. A quei tempi prima delle 4 non si andava a dormire. Mi sdraiai sulla brandina che c’era dietro e mi addormentai come un sasso, non fui certo di compagnia. Quando aprii gli occhi gli chiesi dove eravamo. 'Siamo a Trento'. Eravamo già sulla strada che portava alla cava di Porfido, materiale che sarebbe poi partito per New York''.
 

A Trento Vasco c'è tornato, oggi, in questi giorni, per cantare, per aprire il tour 2022 dopo due anni di stop dovuti alla pandemia. Da circa una settimana alterna prove a gite fuori porta, sulla Paganella (dove ha abbracciato gli alberi) o in volo sopra il Trentino (qui quando ha sorvolato la Valle dell'Adige e l'arena dove si esibirà). Un evento per lui e i suoi fan attesissimo. Un evento che per la città di Trento verrà sicuramente ricordato anche per gli assurdi disagi creati alla popolazione e l'incredibile gestione politica della vicenda con tante, troppe cose, andate storte.

 


 

Lui a Trento c'era già stato nel 1983 e lo aveva spiegato in passato sulla sua pagina Instagram pubblicando il testo e le foto dell'indimenticato fotografo della città Dino Panato per ricordare il concerto al piazzale Sanseverino: ''Il 23 aprile del 1983 in piazzale Sanseverino fu montato un grande tendone. Allora in città non avevamo palazzetti o strutture adatte a ospitare concerti. Il tendone aveva una capienza di tremila persone e si pensava fosse sufficiente a contenere i fans di Vasco Rossi. Un concerto attesissimo, e ben presto gli organizzatori si accorsero che lo spazio non sarebbe stato sufficiente. Molte persone riuscirono a entrare senza biglietto strisciando sotto i teli. Ben presto nonostante fosse aprile, all'interno l'aria era quasi irrespirabile. Decisero di aprire gli ingressi pur di evitare problemi. Nonostante questo due ragazze furono ricoverate all'ospedale, un'altra aveva collassato. Un ragazzo fu colpito, non si capì perché, da un sasso. All'interno del tendone c'erano almeno quattromila persone, alcuni preferirono uscire. Il concerto iniziò, Vasco salì sul palco e fu una bolgia infernale. Concerto bellissimo". E ancora: “Vasco salì sul palco e fu una bolgia. Concerto bellissimo”.

 


  

Ma non è finita qui: perché l'anno prima, luglio 1982 l'estate del Mundial, andò in scena un concerto ''fantasma'' di Vasco in quel di Rovereto nella cornice dei giardini ''Milano'' davanti a quello che oggi è il Mart. Il costo per vedere lo show di quel ragazzo che già ''andava al massimo'' ma che con ''Vado al massimo'' quell'anno era arrivato ultimo al Festival di Sanremo, era di 5mila lire. In Trentino non era ancora famoso e per il pubblico fu una prima volta che non strappò grandi applausi. Il finale, anche in quel caso, fu “Albachiara”. Come sarà questa sera con i super fan e domani con l'esercito dei 120.000. Sarà una notte di applausi per un settantenne che non avrà guidato il camion, come suo padre, ma che di strada ne ha percorsa tantissima sempre accompagnato dall'amore e dall'affetto del pubblico.

 

Vasco ha poi concluso il suo ricordo sulla sua prima volta a Trento su Instagram aggiungendo che ''Al ritorno la sua andatura moderata (del padre alla guida del camion ndr) mi faceva quasi impazzire. Gli chiedevo: ''Ma perché non vai un po’ più forte”? “Io faccio gli 80 e non mi fermo mai, quegli altri van forte, poi si fermano a bere il caffè, alla fine arrivo sempre prima io”. Beh, a farlo arrivare dopo tutti quella volta ci pensai io, lo feci fermare a tutti gli autogrill che c’erano. Ogni volta con una scusa. E lui, con molta pazienza, si fermava sempre. In questi giorni a Trento mi hanno parlato di un anziano signore di queste parti che , per lavoro, conosceva mio padre e mio zio. Alla domanda 'ma tuo figlio prenderà in mano il camion?' mio padre rispose: 'Ma…per adesso canta'...''.

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