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Vincoli paesaggistici cancellati, il Tar dà ragione ai Comuni bellunesi: ''Comprimono lo sviluppo''. Padrin: ''La tutela della montagna non può prescindere dalla lotta allo spopolamento''

Era una sentenza molto attesa quella arrivata nelle scorse ore da parte del Tar Veneto che ha rigettato l’introduzione di nuovi vincoli paesaggistici in Comelico e nel territorio di Auronzo. La vicenda è iniziata nel 2019 a seguito di un decreto ministeriale al quale si erano opposti diversi comuni e anche la Provincia di Belluno

Di G.Fin - 10 August 2022 - 13:46

BELLUNO. “Se c’è una pietra tombale sulla tutela della montagna e dei paesaggi dolomitici, è lo spopolamento, nient’altro. Lo ha compreso anche il Tar”. Usa queste parole il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin dopo la sentenza con cui il tribunale amministrativo ha rigettato l’introduzione di nuovi vincoli paesaggistici in Comelico e nel territorio di Auronzo.

 

La vicenda ha inizio nel 2019 quando viene emesso un decreto della direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, attraverso il quale viene dichiarata “di notevole interesse pubblico l'area alpina compresa tra il Comelico e la Val d'Ansiei, Comuni di Auronzo di Cadore, Danta di Cadore, Santo Stefano di Cadore, San Pietro di Cadore, San Nicolò di Comelico e Comelico Superiore”.

 

Un provvedimento che aveva portato a vincoli paesaggistici molto impattanti che per alcuni avrebbero compromesso lo sviluppo dell'area rischiando di andare a favorire lo spopolamento della montagna. Da qui la decisione immediata di tre ricorsi che contestavano l'illegittimità del decreto sotto molteplici profili di violazione di legge ed eccesso di potere. Oltre a quello del Comune di Auronzo di Cadore, un altro dai Comuni del Comelico, un altro ancora dalla Regione. Accanto a questo si è aggiunto (ad adiuvandum) anche quello della Provincia consapevole dell’alterazione del ruolo delle amministrazioni locali che sarebbe derivato dall’imposizione dei vincoli. Il caso era montato a ridosso della presentazione del progetto di realizzazione dei nuovi impianti sciistici Padola-Pusteria.

 

Con la sentenza numero 1280 dell'8 agosto 2022 il Tar Veneto ha deciso l'annullamento del  decreto ministeriale che aveva imposto in via d'urgenza questa serie di vincoli paesaggistici.  Il tribunale ha messo in evidenza alcuni vizi di legittimità a partire dal fatto che l'istruttoria ministeriale fosse carente e basata su dati non attuali. I ricorrenti, viene spiegato, hanno mostrato come i comuni sui quali ricadevano i nuovi vincoli erano già soggetti a misure di protezione.

 

“Il fatto che il Tar abbia riconosciuto che eventuali nuovi vincoli avrebbero compresso - per non dire annullato - le possibilità di sviluppo economico dell’area del Comelico – ha spiegato il presidente Padrin -  rende merito a quanto diciamo da tempo, cioè che lo spopolamento è la vera causa del declino di un territorio e in quanto tale vanno trovate tutte le misure per contrastarlo. Da parte nostra, con gli strumenti di cui è dotata oggi la Provincia, abbiamo avviato diverse misure per combattere la sparizione dei servizi in quota e per agevolare la permanenza delle persone nelle terre alte. L’impossibilità non solo di realizzare i nuovi collegamenti sciistici, ma di annullare qualsiasi tipo di intervento, anche solo di sistemazione edilizia, avrebbe compromesso le capacità di sviluppo di un’intera vallata”.

 

La sentenza del Tar, ha spiegato il presidente della Provincia,  consegna un messaggio forte e chiaro: “Lo sviluppo delle comunità locali è condicio sine qua non per tutelare il paesaggio. Lo sappiamo bene noi bellunesi, visto che le nostre zone sono il frutto di una tradizione millenaria, disegnate dall’abitare quotidiano. In questo senso fa più danni lo spopolamento che non la costruzione di una infrastruttura, non impattante, funzionale all’economia locale”.

 

Ad intervenire anche il deputato bellunese Roger De Menech. "Accogliamo con soddisfazione la sentenza del Tar - spiega in una nota - grazie alla quale sono stati rigettati i nuovi vincoli paesaggistici su Auronzo e Comelico. Nel dare merito alle amministrazioni locali e ai comitati di averci creduto fino in fondo, sottolineiamo le motivazioni della sentenza. La vera emergenza è e rimane lo spopolamento e, come affermano i giudici, ‘L'apposizione di una disciplina vincolistica si legge nella sentenza del Tar accompagnata da una disciplina d'uso che non lascia in concreto alcun margine autorizzativo (o quasi) per la creazione di nuove strutture turistiche, sciistiche o, più in generale, ricettive (come i parcheggi o gli spazi attrezzati per il camping), finisce di fatto per comprimere irrimediabilmente le possibilità di sviluppo economico e sociale delle aree interessate, favorendo ulteriormente il fenomeno dello spopolamento delle aree montane che il decreto vorrebbe contrastare’. In definitiva il Tar scrive una sentenza storica perché riconosce che le popolazioni delle Dolomiti hanno saputo nei decenni preservare il proprio patrimonio naturalistico e ambientale e non possono dunque essere penalizzate da vincoli esterni che ne compromettano il futuro".

 

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