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Zambelli contro l'invio di armi in Ucraina: “Rovereto è Città della Pace, si organizzi un incontro alla Campana dei caduti per ribadire l'adesione al memorandum”

Il già candidato sindaco della Città della quercia ha presentato una mozione con carattere d'urgenza che dovrebbe essere discussa in Consiglio prima di Pasqua. Il tema? La contrarietà “all'invio di armi nella guerra russo-ucraina” e “all'aumento della spesa militare”

Pubblicato il - 04 aprile 2022 - 17:50

ROVERETO. “Rovereto 'Città della Pace', che ancora porta le ferite e la memoria delle devastazioni provocate dal primo conflitto mondiale, che è nota nel mondo per la sua Campana della Pace e per l'impegno a promuovere e garantire la convivenza pacifica, non può farsi parte dell'impegno ad alimentare il conflitto tramite l'invio di armi assunto dal Parlamento italiano”. È con queste parole che Andrea Zambelli, già candidato sindaco a Rovereto per il centrodestra, si dice contrario “all'invio di armi nella guerra russo-ucraina” e “all'aumento della spesa militare”, temi sui quali il consigliere ha presentato una mozione con carattere d'urgenza che dovrebbe essere discussa a Rovereto prima di Pasqua. In conclusione arriva poi anche la proposta: “La Fondazione Opera Campana dei Caduti organizzi a Rovereto un incontro con tutte le rappresentanze diplomatiche delle nazioni la cui bandiera sventola sul colle di Miravalle, per ribadire l'adesione al memorandum di Pace di Maria Dolens”.

 

“Il 24 febbraio – scrive Zambelli – la Russia ha dato avvio ad una guerra di aggressione ai danni dell'Ucraina in violazione del diritto internazionale che tutela l'integrità istituzionale e territoriale di ogni nazionale, oltre che la sicurezza dei cittadini”. Di fronte ad un conflitto che “si tra trascinando in un crescendo di violenze e distruzioni, con un impiego sempre più massiccio di mezzi militari, tecnologicamente avanzati e letali in danno alla popolazione civile sempre più colpita” ed allo spettro del “baratro del conflitto nucleare mondiale”, dice Zambelli: “Dopo una prima fase di unanime condanna dell'invasione russa dell'Ucraina, che va fermamente ribadita, si sono profilate due diverse visioni d'intervento: la prima sostiene l’invio di armi avviando di fatto una guerra per procura che trasformerebbe l’Unione Europea in uno stato co-belligerante a sostegno del paese militarmente invaso; o la seconda contraria all’escalation militare destinata a prolungare il conflitto, ad aggravarne il bilancio oltre che a potenziare il rischio di un progressivo allargamento dello scontro fino a quello estremo, e sempre più esplicito, di una sua degenerazione nucleare”.

 

E' in questo contesto che, scrive il consigliere roveretano, “il nostro Parlamento ha recentemente approvato in modo quasi unanime l'invio di armi all'Ucraina, allo scopo di sostenerne la lotta armata sebbene questa stessa maggioranza parlamentare non trovi riscontro nell'opinione pubblica che appare sempre più contraria”. Secondo Zambelli il provvedimento sarebbe “in aperto contrasto con l'articolo 11 della nostra Costituzione” e nell'opinione pubblica italiana sarebbero emerse “numerose e autorevoli voci critiche contrarie alla fornitura di materiale militare e favorevoli al rafforzamento di iniziative diplomatiche unitarie, a partire da quella di Papa Francesco”. In generale la scelta di potenziare il riarmo degli eserciti nazionali, si legge nella mozione del consigliere, “provocherà una brutale regressione civile esattamente opposta allo spirito dei padri fondatori dell'Unione” oltre che costituire “la risposta strategica sbagliata alla crisi che stiamo vivendo” e testimoniare “la carenza della politica, l’insufficienza delle iniziative diplomatiche finora messe in campo, l’assenza di attori istituzionali capaci da un lato di rappresentare con autorevolezza la comunità internazionale e dall’altro di sopravanzare le iniziative dei singoli stati”.

 

Di fronte ad un momento cruciale insomma (“la tanto invocata necessità di costruire una Europa autenticamente politica” trova in questa occasione tanto infausta la sua prova di maturità dalla quale uscirà fatta oppure definitivamente fallita” dice Zambelli), nella sua mozione il consigliere chiede alla Giunta comunale di “manifestare la propria contrarietà all'invio di armamenti e all'aumento della spesa militare come risposta strutturale alla crisi provocata dal conflitto russo-ucraino”, ribadire “assieme alla nostra Costituzione che la guerra va ripudiata come strumento di risoluzione delle controversie internazionali” e ad evidenziare “l'urgenza di rafforzare le iniziative diplomatiche condivise in modo che la comunità internazionale, e quella europea in particolare, possa parlare con una sola, autorevole voce”. Infine, come detto, proprio nella Città della Pace Zambelli chiede di “sollecitare la Fondazione Opera Campana dei Caduti ad organizzare a Rovereto un incontro che veda il coinvolgimento di tutte le rappresentanze diplomatiche delle nazioni la cui bandiera sventola sul colle di Miravalle, per ribadire la loro adesione al memorandum di pace di Maria Dolens”.

 

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